Tempo di congressi nelle categorie della Cgil. Oggi in Cassa Edile la Filt, il segmento dei trasporti, ha discusso dei problemi delle infrastrutture della provincia di Foggia e della Bat. Nella relazione introduttiva del segretario Ruggero Dinoia sono emersi diversi temi, come la necessità di una accelerazione sugli investimenti pubblici, con l’utilizzo del nuovo fondo di investimenti che prevede risorse per 83 miliardi in 15 anni a livello nazionale.Forte è l’appello al Ministro Danilo Toninelli. Sul piano più squisitamente locale il segretario Antonio Travisano insieme a Ruggero Dinoia hanno evidenziato che è ancora da completare il potenziamento della dorsale adriatica ancora a binario unico tra Lesina e Termoli. “Persistono le avversioni dei molisani rispetto al nuovo tracciato ridisegnato- ha sottolineato il segretario Dinoia- al rallentatore prosegue la realizzazione della linea ferroviaria Alta Capacità Bari/Napoli/Roma, la cui conclusione è prevista per il 2025 per la tratta Frasso Telesino-Vitulano e nel 2026 per la Apice-Orsara con un investimento complessivo di 6,2 miliardi di euro. Un’opera strategica insieme alla dorsale AV/AC Torino-Salerno”.
La Ferrotranviaria ha dichiarato la piena disponibilità delle aree di cantiere per la realizzazione del raddoppio dei binari tra Corato ed Andria dove due anni fa si scontrarono due treni, causando 23 morti.
“È stata realizzata da Rfi la bretella che collega le linee Foggia/Napoli e Foggia/Bari per il traffico merci senza passare per la stazione di Foggia. Ad oggi è quasi inutilizzata tranne che per un collegamento diretto passeggeri veloce Bari Roma. Restiamo convinti della centralità della stazione di Foggia per i treni viaggiatori sulla Bari/Napoli/Roma e della inesistente utilità di una nuova stazione sul territorio cittadino da costruirsi solo per intercettare qualche treno cosiddetto veloce”, ha osservato Dinoia, secondo cui invece servono più collegamenti e più treni da e per Roma e per Napoli da Vittorio Veneto “ora che è stato completato il centro intermodale passeggeri nella stazione di Foggia dove deve confluire e scambiarsi il trasporto su ferro e gomma, a beneficio dei pendolari della pentapoli con il capoluogo al centro”.
“Per questo non serve una piccola nuova stazione”, è il niet della Filt. “Se vogliamo semplicemente far fermare qualche treno lontano da Foggia, in un altro luogo, perché sprecare tanti soldi per la costruzione di un’opera così poco utile quando lo stesso obiettivo lo si ottiene facendolo fermare in un’altra stazione già esistente tipo Incoronata che è strutturalmente davvero una stazione? Cambiamole nome e denominiamola Foggia-Incoronata, che di fatto è oggi la zona industriale di Foggia con tanto di esistente piattaforma logistica per la quale sono previsti investimenti. Dista circa 10 km dal centro di Foggia ed è servita dai treni regionali quindi raggiungibile da qualsiasi punto della Puglia. La nostra vuole essere una provocazione positiva utile a risvegliare le coscienze e a capire perché si insiste su questo percorso. Riteniamo sbagliata la chiusura della linea ferroviaria Foggia Manfredonia e spingeremo per la sua riapertura. Occorre potenziare ed ammodernare la linea Foggia Potenza anche in relazione ai collegamenti con l’area industriale del melfese”.
La Filt chiede inoltre la connessione col porto di Manfredonia, col rilancio dell’Autorità Portuale, insieme all’approvazione delle Zes e il rilancio del Polo Portuale di Barletta, con la previsione di un asse viario di circonvallazione est-ovest per la integrazione funzionale delle zone produttive lungo Via Andria-Via Trani-Via Foggia.
Parole forti anche sul Trasporto Pubblico Locale, il settore più in difficoltà. “Diverse aziende presenti in città importanti sono in crisi, come l’Ataf in forte criticità economica e gestionale, dove esiste quasi una vertenza quotidiana e non vi è una certezza per le scelte future e per il destino dei lavoratori e della mobilità dei cittadini”, è il commento del segretario. “Seguiamo l’evoluzione della preparazione dei lotti a gara confidando nella capacità di aggregazione delle aziende territoriali”.
Nel dibattito molti altri dirigenti hanno criticato il rapporto tra Regione, Anas e Provincia. Troppo poche le strade che con l’accordo sono state consegnate all’Anas. “Non c’è stata una visione tranne poi pietire attenzione dal presidente Conte quando è venuto in visita a San Giovanni. Non c’è un quadro completo di quello che la Regione vuole. L’Anas ha preso il lungomare di Rodi, ma prima o poi quella costa verrà tutta giù. Anche dell’ultimo tratto Candela-Melfi, di vitale importanza, non si sa nulla. Non è stato neppure inserito nel contratto di programma Anas-Regione”.
