“La FIALS non può condividere le modalità della denuncia pubblica di “Universo Salute” in ordine a paventati comportamenti illegali posti in essere dai dipendenti della Casa Divina Provvidenza”. Lo si legge in una nota firmata da Massimo Mincuzzi, segretario generale del sindacato. “La FIALS ed i suoi dirigenti sindacali da sempre hanno denunciato tutti i comportamenti illegittimi posti in essere nella Casa Divina Provvidenza, convinti che il dissesto economico dell’Ente non è sicuramente avvenuto per un “accanimento divino”.
Convinti come siamo che le “mele marce” esistono in tutti i contesti sociali, compresi gli ambienti di lavoro, tuttavia vi sono gli strumenti contrattuali per reprimere e sanzionare eventuali comportamenti illegittimi. Non possiamo escludere che anche nella Casa Divina Provvidenza vi possano essere anche dipendenti “infedeli”, di ogni ordine e grado, ma sicuramente è profondamente ingiusto additare la stragrande maggioranza di lavoratori onesti, che con abnegazione svolgono la propria opera a favore di pazienti “sfortunati”, sui social network e attraverso i mezzi di informazione. La FIALS proprio a difesa dei lavoratori onesti, chiede ad “Universo Salute” di non sparare nel mucchio, soprattutto perché dalle denunce pubbliche non è dato comprendere nemmeno in quale struttura sanitaria siano avvenuti gli episodi denunciati, visto che le sedi sono a Bisceglie, Foggia e Potenza.
Chiediamo ad “Universo Salute” – aggiunge Mincuzzi – di applicare tutti gli strumenti affinché accadimenti come la sottrazione di generi alimentari ai pazienti ed altri comportamenti illegittimi, non avvengano più ed i colpevoli se ne assumano la responsabilità pagando in proprio, così come è necessario che non si osservi più il fenomeno dei cosiddetti “lavoratori imboscati” che percepiscono al pari dei lavoratori onesti lo stipendio. Ma per fare questo è necessario che tutti coloro che hanno la responsabilità di coordinare il personale sottoposto a partire dai dirigenti, medici e non, svolgano appieno il proprio compito. La disciplina deve cominciare dall’alto, se si vuole che sia rispettata in basso”.
