Condannato Giuseppe Vincenzo La Piccirella, 60enne boss di San Severo detto “il professore” per intelligenza e preparazione culturale. Una sorta di Raffaele Cutolo di Capitanata col quale condivide soprannome e amicizie. La Piccirella ha incassato una pena in primo grado di 3 anni e 4 mesi per il racket delle slot machine, con l’aggravante del metodo mafioso. 4 anni, invece, al 44enne Carmine Delli Calici, suo compare. Entrambi avevano scelto il rito abbreviato. 8 mesi di differenza tra i due dovuti al risarcimento danni offerto dal “professore” alle vittime che gli è valso l’attenuante. Risarcimento in ogni caso rifiutato dalle parti offese.
La DDA accusava i sanseveresi per le tentate estorsioni a 4 gestori di società operanti nell’installazione di slot machine. I pm contestavano anche l’aver agito per agevolare la “Società Foggiana” ma il giudice lo ha escluso. La pretesa di La Piccirella e Delli Calici? 100 euro per ogni slot installata nel Sanseverese cui aggiungere una “tantum” di 20mila euro. Per i malavitosi questo denaro doveva servire a sostenere alcuni carcerati foggiani e la gestione degli affari nella piazza di San Severo. “O vi mettete in riga o vi ‘ammocchiamo’ a terra”, la minaccia.
I legami col boss, Rocco Moretti
“Il professore” è a processo, assieme a Delli Calici, anche per la presunta estorsione ai danni di un imprenditore dal quale si pretendeva un pizzo di 200mila euro in forma di “risarcimento” per non essersi ritirato dall’acquisto di alcuni terreni a Borgo Incoronata. Per questa vicenda ci sono ben 7 imputati, tra cui il Mammasantissima della mafia foggiana, Rocco Moretti, 68 anni detto “il porco”.
Gli altri imputati sono i foggiani Domenico Valentini e Marco Lombardi, 46 e 42 anni e i torremaggioresi, Giovanni Putignano e Nicola Paradiso, 40 e 39 anni.
La Piccirella, già beccato nella storica inchiesta “Day Before” negli anni ’90, fu condannato a 27 anni per mafia e concorso nell’omicidio di Nazario Palumbo. Fu scarcerato nel settembre 2014. Una volta libero, secondo quanto confermato da un pentito, “il professore” avrebbe acquisito un posto di primo piano nella malavita dell’Alto Tavoliere attraverso il racket e pretendendo la versione di una “tassa” per chiunque voglia spacciare droga in città.
Stando ad una recente inchiesta degli inquirenti, La Piccirella sarebbe vicino a Moretti in quanto coinvolto, assieme al boss foggiano, nel tentativo di estorsione all’imprenditore, per i terreni dell’Incoronata, scoperto ad ottobre 2017. Legami tra i due sarebbero emersi anche durante le indagini sull’omicidio di Matteo Lombardozzi, 50enne di San Severo ucciso il 14 luglio 2017 in un’area di servizio a pochi chilometri dal centro dell’Alto Tavoliere, sulla Statale 16. L’uomo, all’epoca in semi libertà, stava tornando in carcere quando alcuni sicari lo trucidarono a colpi di kalashnikov. Lombardozzi, pregiudicato, era il dipendente “factotum” dell’imprenditore che a ottobre scorso denunciò proprio Rocco Moretti, per estorsioni. L’omicidio Lombardozzi, stando ai ben informati, potrebbe svelare la rete di interessi che legherebbe la mafia foggiana a quella di San Severo, fino ai clan del Gargano.
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