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Home » Centrodestra, fissate le primarie per Foggia e Bari. Ma Landella attende segnali da Berlusconi

Centrodestra, fissate le primarie per Foggia e Bari. Ma Landella attende segnali da Berlusconi

Di Redazione
18 Dicembre 2018
in Politica
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Tappe serrate per le primarie del centrodestra. Questa mattina i coordinatori regionali e provinciali di Lega, Fratelli d’Italia e Noi con L’Italia al Fortino di Bari sul lungomare, sotto il sole dicembrino hanno elencato il cronoprogramma che potrebbe condurre il centrodestra pugliese a celebrare le primarie per restare unito e scegliere il candidato sindaco a Bari e Foggia. Entro metà di dicembre saranno stilate le regole, poi ci sarà la sottoscrizione dei candidati, con la loro presentazione a metà gennaio. 20 giorni di campagna elettorale per tutti e Primarie il 10 febbraio 2019.

Questa la metodologia che i tre politici segretari e consiglieri regionali al tavolo, Erio Congedo, Francesco Ventola ed Andrea Caroppo con l’aggiunta di Giannicola De Leonardis, sperano sia condivisa anche nelle altre città superiori ai 15mila abitanti.

“Oggi è un punto di non ritorno – ha detto Congedo – le primarie sono un sistema in cui crediamo moltissimo, per dare la parola agli elettori di Bari e di Foggia. Sono convinto che raccoglieremo i risultati. Noi ci auguriamo che il tavolo non sia completo, ma che anche altre forze della società civile, ma anche l’alleato storico, Forza Italia, possa essere protagonista di questa grandissima campagna di mobilitazione”.

“Oggi è la giornata di Santa Barbara – ha detto il fittiano Ventola – dobbiamo mettere in campo tutto ciò che serve per espugnare il Comune di Bari, serve tantissima buona volontà, si è consumata una fase di confronto, la scelta migliore è condividere un percorso con chi deve condividere un candidato sindaco. Auspichiamo che nei prossimi giorni fino alla metà di gennaio, ci siano tutte le forze civiche, IdeA e gli altri. Vogliamo riconnetterci con i cittadini”. Da Foggia sono arrivati a Bari per i Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra e Ivan Russo, mentre per la Lega c’erano il capogruppo Antonio Vigiano e il coordinatore dei giovani Mario Giampietro, nessun altro dal momento che Caroppo ha avocato a sé la dirigenza e le decisioni. Sul tema Foggia il giovane segretario ha detto parole chiare: “Credo che la Lega abbia dato un segnale di unità del centrodestra, assumendo con tante critiche un atteggiamento responsabile, è grazie alla Lega se non si è sciolta l’amministrazione a Foggia. Ci auguriamo che il sindaco Landella possa sincerarsi della bontà delle primarie”. Alla domanda se si temono truppe cammellate avversarie, Caroppo è stato schietto: “Il centrodestra non ha mai avuto fenomeni di infiltrazioni. Quando ha svolto le Primarie, non ci sono stati fenomeni di disturbo. I cinesi sono una prerogativa del Pd, le Primarie arcobaleno le lasciamo a Michele Emiliano. L’unico sistema per tenere unito il centrodestra sono le primarie. Per un’alleanza unita, compatta e vincente. È una scelta irreversibile. Anche se oggi non c’è Forza Italia, resta sempre un alleato importante nel centrodestra. Spero che ci siano anche gli azzurri in questo percorso”.

“A Foggia è un’occasione per il sindaco Landella di avere una prima promozione e di rafforzare anche se stesso, è una grande occasione di democrazia”, ha ribadito Ventola.

Il numero 2 della Lega Enrico Balducci si è occupato di Bari: “Abbiamo una esigenza, quella di riaccendere i riflettori del centrodestra a Bari, dopo tanti anni che erano l’espressione di una sintesi dei partiti, vogliamo mettere insieme le forze e il civismo su un progetto. Ho l’impressione a Bari che il primo che si alza e che dice che il re è nudo, questa amministrazione cade. Noi dobbiamo avere la capacità di trasformare il malessere in un progetto. La candidatura a sindaco deve essere una decisione presa dal basso, una grande festa popolare. È un viatico che ci porterà alla vittoria, bisogna far ripartire l’entusiasmo. Facciamo le Primarie. Se manca la strada, la faremo camminando”, ha detto evocativo. La strada conduce chiaramente alle regionali del 2020.

Se a Bari i candidati potenziali sono più o meno noti, a Foggia, al di là di Landella è tutto in alto mare.

Anzitutto la Lega, che pur avendo numerose personalità, da Antonio Vigiano a Raimondo Ursitti, passando per Joseph Splendido fino a Tonio Ciarambino, non ha ancora chiuso sul suo nome. C’è il nodo di Luigi Miranda, da sempre vicinissimo a Francesco Ventola, che potrebbe anche essere appoggiato da tutti e tre i cartelli, se facesse il salto leghista.

Nella Lega però persistono i timori che pezzi di centrosinistra possano votare Landella al gazebo per favorire una vittoria di Leo Di Gioia nelle elezioni vere e indebolire la proposta del centrodestra. C’è chi è convinto che l’assessore regionale civico scenderà in campo solo se sarà il sindaco il candidato del centrodestra. Mentre con altre opzioni farebbe candidare una personalità a lui vicina. Insomma, Di Gioia si candiderà solo se la vittoria sarà semi certa. Proprio il primo cittadino avrà una cena con Silvio Berlusconi in settimana, per essere riconfermato dalle alleanze nazionale di Roma. Sono solo 2 i sindaci azzurri che tornano al voto in Italia e vanno riconfermati. Lo schema appare limpido a chi mastica i palazzi romani.

Tutto questo si collega anche alle elezioni provinciali per il rinnovo del consiglio. Il neo presidente Nicola Gatta parrebbe convinto di celebrarle il 20 gennaio, per dotarsi il prima possibile della sua Giunta eletta. Questo complica non poco lo scenario, perché i partiti andranno a misurarsi, seppur in elezioni di secondo livello, e ristabiliranno il loro peso in campo.

“Ora si stanno solo prendendo le misure. Forza Italia è assente perché D’Attis impegnato in commissione Bilancio per la Manovra. Le candidature saranno decise al tavolo romano: Salvini, Berlusconi e Meloni. Niente primarie. Salterà tutto appena approvata la legge di Bilancio. Da quella data i leader inizieranno a fare sul serio. La Lega non potrà assolutamente forzare la mano nella coalizione. Il governo ha delle forti frizioni all’interno. La Manovra è ancora da definire. La Ue non molla, gli industriali ieri a Torino hanno chiesto un taglio da 4 miliardi. Due per parte: Fornero e reddito cittadinanza. Salvini non potrà chiudere la porta ad una possibilità, seppur minima, che la maggioranza possa implodere. Il vicepremier leghista ieri ha detto “Con Forza Italia governiamo bene regioni e comuni”. Tradotto: decideremo tutti insieme. I territori, in una logica di coalizione nazionale, contano molto poco. Tornando a Foggia andrà a Landella. Primarie da nessuna parte in Italia, compresa la Puglia. Fratelli d’Italia punta in Abruzzo e Piemonte. La Meloni non consentirà ai territori di rovinare i piani nazionali. E Fitto ha già stretto un accordo con Meloni in Europa. Anche lui non avrà nessuna forza di decisione. È tutta una tattica per prendere tempo”, dice un osservatore.

Tags: Andrea Caroppo.BariFoggiaFranco LandellaFratelli d'ItaliaLegaNcI
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