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Home » Santa Muerte 2, nuovo scacco ai violenti spacciatori di morte. Arresti sul Gargano

Santa Muerte 2, nuovo scacco ai violenti spacciatori di morte. Arresti sul Gargano

Di Redazione
18 Dicembre 2018
in Cronaca
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Leonardo Liberti

Dopo l’operazione “Santa Muerte” che portò all’arresto di un gruppo di spacciatori di Vico del Gargano, i carabinieri hanno eseguito altri arresti nell’ambito del traffico di stupefacenti nella cittadina garganica. In manette i rivali dell’organizzazione sgominata nel maggio scorso. Carcere per Leonardo Liberti, classe ’63 (detto “Il Tulipano Nero”), Alessandro Delli Muti, classe ’72, Lorenzo Gurliaccio, classe ’71 e obbligo di dimora per Chiara Prudenzia Calabrese, classe ’89. Liberti e Gurliaccio erano ben noti agli inquirenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e tentati omicidi. Gli uomini dell’Arma hanno scoperchiato un cospicuo giro di droga, cocaina in particolare modo, che gli arrestati recuperavano soprattutto sul territorio di San Severo grazie ai rapporti di vicinanza con il clan Nardino.

Le indagini partirono molti mesi fa e portarono all’arresto di Donato Elia Monaco, classe ’91, boss emergente di Vico, Paolo Monaco, classe ’93, Michele Del Conte, classe ’89 ed Emilio Tricarico, classe ’89. I militari hanno scoperto che i quattro, dopo aver acquistato una pistola mitragliatrice Skorpion completa di 2 caricatori e 30 cartucce calibro 7,65 parabellum dal pregiudicato di San Severo, Matteo Nazario Nardino (arrestato pochi giorni fa, ndr) grazie all’intermediazione di Carmine Palumbo e Angelo Sparanero, erano stati intercettati e bloccati dai militari dell’Arma mentre, a bordo della loro auto, la stavano portando a Vico. Nei loro piani la pistola mitragliatrice sarebbe dovuta servire per uccidere Liberti che non si era piegato alla loro pretesa di esclusività nel controllo della lucrosa piazza di spaccio, continuando a “lavorare” in proprio insieme ai suoi complici. In buona sostanza gli “astri nascenti” del crimine nel Gargano Nord puntavano ad eliminare il vecchio gruppo criminale.

Le indagini al tempo effettuate nei confronti di Donato Elia Monaco e del suo gruppo, quando erano impegnati alla ricerca di un’arma per liberarsi dello scomodo rivale, insieme alle loro inequivocabili intenzioni aveva infatti portato alla luce l’esistenza a Vico del Gargano di un secondo gruppo criminale dedito allo spaccio su larga scala di sostanze stupefacenti, in netta contrapposizione a quello già indagato. La scoperta aveva quindi consentito di espandere il quadro investigativo che, sempre con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, attraverso numerosi sequestri e riscontri aveva rapidamente confermato l’esistenza della seconda fazione criminale, facente capo a Liberti. Questi, infatti, era emerso reggere le fila di un intenso e remunerativo spaccio di rilevanti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana.

L’attività tecnica effettuata nell’ambito dell’operazione “Santa Muerte” aveva portato in evidenza la figura di Liberti come riferimento di questo secondo gruppo, e come suo braccio destro Alessandro Delli Muti, anche questi noto pregiudicato del posto. Un’attività fiorente che era favorita anche dalla personalità criminale dei due, che vengono così descritti dal Giudice per le Indagini Preliminari nell’Ordinanza: “…Il Delli Muti manifesta una personalità incline alla violazione della legge e nelle conversazioni si manifesta anche propenso all’utilizzo della forza fisica per recuperare il denaro dovuto per le cessioni. Quanto al Liberti, i precedenti penali per reati contro la persona mettono in evidenza una propensione spiccata alla violenza ed un’indole predisposta all’uso della forza…”.

Gurliaccio, invece, inizialmente inseritosi nel gruppo grazie all’amico Delli Muti a seguito dell’arresto in flagranza di quest’ultimo, il 21 luglio dello scorso anno per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di una pistola modificata, ne aveva “ereditato” la clientela, rifornendola anche direttamente nella propria abitazione, in concorso con la compagna convivente Calabrese, che partecipava a pieno titolo nell’attività di spaccio. Ed era stata proprio lei, in occasione di una perquisizione domiciliare, a ritardare l’ingresso dei carabinieri e a gettare lo stupefacente, poi recuperato, nel water. Tale circostanza aveva dimostrato come la stessa non solo fosse consapevole dell’attività di spaccio del compagno, ma che abbia anche concorso nella detenzione dello stupefacente.

Determinante nella ricostruzione delle dinamiche interne al sodalizio è stata poi la circostanza che gli assuntori che contattavano Gurliaccio risultavano essere contemporaneamente clienti anche degli altri indagati.

Nel corso delle indagini i carabinieri e Procura hanno riscontrato oltre un centinaio di episodi di spaccio e sequestrato, complessivamente, 190 dosi di cocaina, 80 dosi di marijuana e 20 di hashish, rinvenuto e sequestrato una pistola scacciacani, modificata e resa perfettamente funzionante ed offensiva con munizionamento cal. 7,65.

La Procura della Repubblica di Foggia e i carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, pertanto, hanno oggi stroncato l’ascesa di un pericoloso gruppo criminale in espansione, che poteva contare non solo sul potenziale delinquenziale dei correi, ma anche su una maggiore libertà nella loro azione, dovuta ai precedenti arresti operati in occasione della precedente operazione, la “Santa Muerte”.

Vico del Gargano si è quindi confermato centro di approvvigionamento importantissimo, con un ruolo centrale nelle dinamiche criminali e delinquenziali del promontorio del Gargano, specie per ciò che riguarda la sua parte settentrionale, e sicuramente la più rifornita piazza di spaccio per tutti i paesi limitrofi.

Alcuni frammenti di intercettazione utili a comprendere la spregiudicatezza degli indagati. Relativa al tipo di sostanza: A: “La coca che ho pigliato ultimamente… Cavolo era buona! Pulita! Precisa!” Relativa al confezionamento dello stupefacente: B: “Te la dovevi far dare tutta in un pezzo! Poi te la dovevi aggiustare tu! Perchè a bustine già fatte?” Relativa ad un riscontro effettuato, per sviare le indagini: C: “Non ho niente in casa! Noi siamo puliti, giusto? Noi siamo puliti, cioè tu sai che io non ho niente, no?”.

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Tags: carabinieridrogaLeonardo Libertivico del gargano
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