Il sindaco di Stornarella Massimo Colia non ha partecipato al tavolo per il contratto istituzionale di sviluppo della Capitanata. Come tutto il Basso Tavoliere, anche il Comune dei 5 Reali Siti non è al centro delle richieste infrastrutturali della provincia di Foggia. Tuttavia il primo cittadino ha lasciato nelle mani del Prefetto Massimo Mariani una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, nella quale ha dettagliato la situazione dei migranti nella sua città.
Stornarella ospita più di 800 lavoratori migranti con le loro famiglie e bambini, stabilmente collocati sul territorio nel periodo delle varie raccolte dei prodotti agricoli. Dal pomodoro all’uva, fino alle olive e agli ortaggi. Molti immigrati sono ormai stabili e pienamente integrati nella comunità, dal momento che sono la forza lavoro di molti hub ortofrutticoli e di tutto l’indotto dell’agroindustria. “Siamo il secondo comune pugliese per numero di migranti in città, abbiamo bisogno di un sostegno da parte del Governo, abbiamo bisogno di misure ad hoc per l’immigrazione. Vogliamo integrare questi cittadini nel nostro tessuto, vogliamo che sia data loro una abitazione dignitosa, non possono vivere in 15 sotto uno stesso tetto in paese”, ha osservato il sindaco a l’Immediato.
Il tema si fonde con una necessità ormai impellente. Col Decreto Salvini e con la riduzione drastica degli sbarchi, il Cara di Borgo Mezzanone ancora al centro di risse ed episodi violenti, si è quasi svuotato. A dicembre gli ospiti erano meno di 250 contro i 1300 di qualche anno fa. Un numero pari alla metà della capienza massima. Fonti interne al Cara e ai gangli prefettizi fanno sapere che è in corso un ampio ragionamento su come riconvertire i centri per i richiedenti asilo. Non solo le cooperative impiegate sono ormai senza lavoro, anche l’indotto delle varie forniture rischia di crollare.
