E’ Patrizio Campanile il chitarrista scelto dalla nota rivista “Guitar Club” come nuova interessante promessa nel panorama dei session man. L’unico italiano presente tra le pagine del magazine tra nomi internazionali di prestigio come la stessa Nita Strauss volto copertina del mese di gennaio. Una lunga intervista in cui lo stesso chitarrista foggiano si racconta, parlando dei suoi esordi tra i professionisti e dei suoi attuali impegni: un cd tutto da solista e nuovi progetti sul fronte live che lo vedranno impegnato con una produzione nazionale. La sua immagine forte dal profumo internazionale, il suo indiscutibile talento e il suo carisma le principali caratteristiche che hanno spinto il magazine più importante del settore a celebrare Patrizio Campanile tra le sue pagine, dandogli la risonanza nazionale che merita. “Quando sono stato contattato dalla redazione non ci credevo, pensavo fosse uno scherzo, ho preso tempo, ed ho fatto le mie ricerche sul nome del giornalista che avrebbe dovuto intervistarmi – racconta -. Non avrei mai creduto di ritrovarmi un giorno su una rivista così importante”.
L’artista è impegnato come tournista e come insegnante di chitarra moderna presso l’Accademia Lizard nei laboratorio di Puglia/ il Filomusico diretta da Paolo Monaco. “Stiamo concluendo le prove per questo progetto live assieme ai miei compagni di viaggio i Ferro e Fuoco (Antonello Porzio alla batteria, Giacarlo Leggieri al basso e Giuseppe Fabrizio alle tastiere e programmazione musicale). Da poco siamo stati a Roma, dove abbiamo incontrato parte della produzione ed effettuato una prima sessione di prove, ci ritorneremo presto. Sui social, nelle pagine del nostro profilo non abbiamo ancora svelato di cosa si tratta perchè non si è ancora conclusa la trasmissione, posso solo dirvi che gireremo le piazze più belle quest’estate con uno spettacolo che attualmente è in tv il sabato sera – continua a spiegare Campanile – accanto a diversi artisti nazionali. Per quanto riguarda il mio ruolo di insegnante presso l’Accademia Lizard posso dirvi che ho completamente abbracciato il metodo Lizard, lo trovo adattato per chi vuole intraprendere a piccoli passi gli studi di chitarra e provare a fare musica a grandi livelli”.
