“Se non mi dai i soldi ti facciamo del male a te e alla tua famiglia… ancora ti pensi che siamo solo noi…”, lasciando intendere che alle loro spalle ci sono i boss. I capi del clan. Sono queste le minacce di Saverio Bruno, 23 anni e Antonio Valerio, 33 anni, arrestati per la seconda volta nel giro di pochi giorni (i due, infatti, erano già detenuti) per le estorsioni alle imprese del Villaggio Artigiani. La vittima, titolare di officina in quell’area, è stata avvicinata e minacciata. “Dovete darci 5.000 euro subito e 500 euro al mese”.
Ma per Bruno e Valerio sono scattate le manette grazie al provvidenziale intervento del personale della squadra mobile di Foggia – Sezione Criminalità Organizzata – che ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Foggia.
Fondamentale è stata la collaborazione della vittima, che ha denunciato l’accaduto alla squadra mobile di Foggia, consentendo in tal modo di sviluppare le conseguenti indagini e di raccogliere sufficienti elementi di prova, posti a fondamento della richiesta con cui la Procura della Repubblica di Foggia (Sostituto Procuratore Rosa Pensa) ha ottenuto dal gip la misura cautelare in carcere nei confronti dei due soggetti.
Bruno e Valerio sono ritenuti soggetti contigui alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza i cui vertici sono stati arrestati nell’operazione antimafia “Decima Azione” del 30 novembre scorso che ha assestato un durissimo colpo alla criminalità organizzata foggiana, azzerando, di fatto, le due compagini mafiose egemoni sul territorio. In particolare, Bruno è il nipote di Gianfranco Bruno, quest’ultimo esponente di spicco del clan.
L’attività d’indagine, svolta dalla squadra mobile di Foggia e coordinata dalla procura, ha messo in evidenza la pericolosità dei due soggetti che, nel rivolgersi al commerciante, non hanno utilizzato mezzi termini facendo – come detto – chiaro riferimento ad una richiesta che proveniva per conto della criminalità organizzata “… Se non mi dai i soldi ti facciamo del male a te e alla tua famiglia … ancora ti pensi che siamo solo noi …”. Queste le parole utilizzate dai due pregiudicati per intimorire la vittima.
Inoltre, i due già il 15 gennaio scorso erano stati arrestati dagli agenti della squadra mobile, per un’estorsione ai danni di un altro commerciante la cui attività si trova sempre nella medesima zona ed a cui avevano rivolto medesima richiesta estorsiva.