Archiviate le elezioni provinciali, si attende una nuova convocazione del tavolo del centrosinistra extralarge per le amministrative foggiane. Il voto per il rinnovo del consiglio provinciale ha rafforzato il centrodestra che appoggia il presidente Nicola Gatta e ridimensionato di molto i civici di Leo Di Gioia, che avrebbero rischiato un risultato assai più misero se la lista degli emilianisti non fosse stata esclusa.
Uno dei candidati di quella lista, Pasquale Cataneo, ad esempio, ha polarizzato i suoi voti ponderati sulla candidata civica montanara, l’artista Angela Lombardi, eletta dopo il più suffragato Rosario Cusmai.
“Ben 134 amministratori della provincia di Foggia, pari al 20% di sindaci e consiglieri comunali che si sono recati alle urne, hanno votato per i candidati di Capitanata Civica all’esito di un appuntamento elettorale per il rinnovo di un organismo di “secondo livello”, frutto di una riforma discutibile di riordino delle Province, dove non sono più i cittadini a scegliere i propri rappresentati a Palazzo Dogana e dove chi avrebbe più bisogno dell’Ente, come ad esempio i Comuni più piccoli – in cui l’affermazione dei “Civici” è stata netta – ha meno peso specifico di quelli più grandi. È doveroso ringraziare quanti hanno voluto testimoniare la loro fiducia nel nostro progetto politico che proseguirà nella propria azione di costante presenza sul territorio”, ha rilevato l’assessore Leonardo Di Gioia.
Sul tema si è espresso anche il coordinatore di Puglia Popolare Rino de Martino. “Sul successo della Lega siamo certi, visti gli esiti elettorali, che siamo in presenza di una sorta di succursale di quel che un tempo poteva rappresentare Forza Italia: numeri alla mano troviamo identifici numeri ma anche identici personaggi saliti sul vapore spinto a tutto gas da Salvini perché discesi di tutta fretta da quello ormai in panne di Berlusconi. Del resto, aver ottenuto maggiori consensi di quelli censibili negli enti di riferimento, conferma in maniera solare quanti trasformisti hanno giocato la partita”. “Puglia Popolare ha ricavato comunque da questa esperienza nuovi impulsi per rafforzare il proprio impegno, a partire dai temi programmatici che faranno la differenza. Ed è sulle opzioni che offriremo al confronto che costruiremo il nostro contributo per dare anche alla Città di Foggia e alla Capitanata una nuova speranza”.
Con le provinciali messe da parte, si può andare oltre i tatticismi da parte dei partecipanti al tavolo, ossia Articolo 1, Capitanata Civica, Destinazione Italia, Italia in Comune, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Puglia Popolare, Socialismo Dauno e Verdi e Polis. Progressisti, civici e moderati come amano definirsi possono ora accelerare sui programmi. E già in settimana dovrebbe esserci un nuovo incontro, nel quale ciascun movimento e partito porterà almeno due priorità da scrivere nel programma della coalizione.
Chi conosce i potenziali candidati li racconta un po’ in ansia per i ritardi sulla individuazione dell’opzione per il sindaco. Alcuni scommettono che i due assessori regionali faranno passare le Primarie del centrodestra. I tavoli si attarderanno sui massimi sistemi fino al 24 febbraio per conoscere chi sarà il competitor del centrodestra.
Del resto chi vince il 26 maggio a Foggia e a Bari, vince anche le Regionali nel 2020. E al tavolo mancano almeno due partiti: Più Europa e i vendoliani, che si erano incontrati in un’assemblea pubblica al Museo capitanati da Fedele Cannerozzi.
Non mancano le frizioni sui nomi. Le formazioni più piccole non vogliono “candidature calate dall’alto”. L’identikit del perfetto candidato sindaco deve essere ancora ufficializzato, sebbene nella società civile il nome dell’ingegner Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, sia già acclamato e tanti siano pronti a far campagna elettorale per lui. Resta un nodo e non è quello della sua professione e dei tanti incarichi pubblici del progettista del Deu. “Non si è avuta la possibilità di avere dei colloqui con lui. Dipende molto e tanto da Pippo Cavaliere, perché se davvero vuole correre per la poltrona di sindaco, dovrebbe chiamare tutte le forze politiche, anche quelle minori. Non può farsi battezzare solo dai maggiorenti”, dice un partecipante al tavolo.
