Dopo l’arrivo della Commissione d’accesso agli atti nel Comune di Manfredonia, il rischio di scioglimento per mafia aleggia sempre più in riva al golfo. Silenzio da pezzi di opposizione, a cominciare dai referenti provinciali di Forza Italia. Ha invece replicato Italo Magno, consigliere comunale di “Manfredonia Nuova”. Le sue parole giungono in seguito all’articolo pubblicato dalla nostra testata, dal titolo “Mafia a Manfredonia, l’opposizione sapeva ma sonnecchiava? Ora chiede l’autoscioglimento”.
“L’Associazione Culturale e Politica “Manfredonia Nuova” dopo essersi battuta dall’esterno per la rinascita della città, ha portato la sua lotta nel Consiglio comunale – scrive Magno – stimolando, senza mai scoraggiarsi, i cittadini a dare battaglia, contro un’amministrazione “maldestra” e “corrotta”; ma non posso dire che gli altri colleghi non abbiano fatto la loro parte, fino a riuscire a persuadere ben quattro consiglieri di maggioranza a passare all’opposizione e costringere il sindaco a dimettersi diversi mesi fa, per poi usare i soliti “mezzi” per riuscire, stentatamente, a mantenersi ancora a galla, usando quello che noi abbiamo chiamato il “mercato delle mucche”.
“Il sottoscritto, solo perché scriveva su una rubrica, a titolo “Caro sindaco ti scrivo”, trovò nella buca della posta un bigliettino con dentro tre proiettili e l’invito: “Fatti gli affari tuoi e goditi la pensione, la famiglia e la vita”. Sempre Magno ricorda quando nel suo primo intervento in Consiglio “affermai che il bilancio era “falso e non trasparente”. Abbiamo anche inviato decine di denunce alla Corte dei Conti, alla Procura della Corte dei Conti, perché addebitasse agli uomini di questa amministrazione i danni erariali. Abbiamo scritto al Procuratore della Repubblica di Foggia e al Ministro Orlando perché verificassero il grado di illegalità del nostro Comune. Inoltre, dopo la strage di San Marco in Lamis, noi di Manfredonia Nuova affiggemmo sui muri della città un manifesto in cui dicevamo che “Neanche ci riempie di speranza che il ministro dell’Interno, Marco Minniti, dopo aver presieduto il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, abbia deciso d’incontrare solo alcuni sindaci della Capitanata, ignorando che diversi di loro non sono esenti da certe relazioni e spesso rendono assai difficile la vita e l’esercizio della democrazia alla società civile e di opposizione, ovverosia proprio a quelle forze che dovrebbero essere più di tutte ascoltate, perché ogni giorno cercano di stimolare la partecipazione della gente ed il coraggio della denuncia, che sono le vere armi che abbiamo perché la legalità ritorni a risplendere sovrana sulla nostra terra e nel nostro cuore”.
Magno ricorda ancora: “Non ci siamo fermati un attimo, per dare alla città un’amministrazione degna del suo passato, nonostante gli insulti degli scrivani da chat, retribuiti con i soldi pubblici, e le minacce, le intimidazioni e i danneggiamenti dei nostri beni, rimettendoci, sebbene con orgoglio, tempo, soldi e denigrazioni. Se adesso finalmente qualcosa si muove, e si stanno muovendo la grandi Autorità dedite ad assicurare la vita civile e democratica alle popolazioni, è proprio perché, dopo circa vent’anni di assoluta assenza di opposizione ci sono stati tanti che si sono battuti contro il muro di gomma di un’amministrazione, di un PD e di tanti consiglieri senza partito, che la sostengono e ricattano col loro voto, solo per trarne favori, guadagno e potere, sebbene conoscano perfettamente le regole del suo gioco insano e corrotto”.
“Quanto alla richiesta di scioglimento – continua – non è stata un’idea sibillina, ma circola da un po’ di tempo ed è l’unica decente praticabile. Già il 30 ottobre 2018, dissi in Consiglio; “Prima di portare il Comune ad un possibile dissesto, con tutte le conseguenze terribili che si abbatterebbero sulla nostra città, possiamo spontaneamente e positivamente operare per l’autoscioglimento del Consiglio Comunale”. Ed al PD dissi, a fine novembre: “Quale migliore possibilità di darvi un nuovo sguardo, riprendere l’attitudine della sinistra, che orientava la propria azione mirando al servizio da rendere alla collettività e solo dopo essersi posto all’ascolto della gente? Staccate la spina a questo carro sgangherato e fradicio, date un messaggio di speranza alla nostra città esangue, decidete con noi l’autoscioglimento del consiglio ed andiamo a votare a maggio”.
Sono stati quasi quattro anni di lotte di cui io e la mia associazione andiamo fieri, ma non siamo stati soli. Se non si fossero accesi altri fari, insieme al nostro – conclude Magno -, ancora si sarebbero nascosti debiti ed imbrogli sotto il tappeto dell’ignominia e, nel silenzio tombale, le Autorità avrebbero ancora dormito sogni tranquilli”.
Tuttavia il consigliere Magno non è mai preciso su determinati fatti e non risponde ad una semplicissima domanda: può indicare nomi e correlazioni con gli accadimenti di cui allo scioglimento per infiltrazioni mafiose? Può indicare fatti precisi di singoli consiglieri attinenti a fenomeni mafiosi? Tutto ciò naturalmente contestualizzato prima dell’intervento del Prefetto di Foggia, Massimo Mariani.
