Torna a parlare l’ex patron del Foggia Calcio, Pasquale Casillo. Nel mirino un giornale cartaceo locale che lo ha tirato in ballo parlando del possibile interesse dei Casillo di Corato ritenuti, dalla testata in questione, più affidabili dell’ex re del grano. Ecco la lettera inviata da don Pasquale.
“Per l’ennesima volta, sul suo giornalino, del 13.2.2019, viene riportato il titolo in prima pagina “Casillo (quello buono) sul Foggia e sulla ricerca”. Per l’ennesima volta ritiene di operare un discrimine tra me e la famiglia Casillo di Corato. Continuo a non capire l’acredine nei miei confronti. Non ho tempo da perdere e per tale motivo non querelo Lei e il suo giornalino. In realtà la querela non ho nemmeno idea a quale Procura della Repubblica italiana dovrei andare a depositarla, atteso che, ciclicamente, cambia territorio della sede legale.
Attualmente, mi è stato riferito che la competenza apparterrebbe alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Tale notizia l’ho appresa dai tanti Carabinieri che quotidianamente cercano, vanamente, di notificarle i tanti decreti di citazione a giudizio per diffamazione.
Perche non pensa a come difendersi nel processo, piuttosto che a difendersi dal processo? Sfuggire alla giustizia non paga. Pensa realmente che questo suo modus operandi paghi in termini di consenso? Il suo giornalino non lo legge nessuno, a parte quelli che sono costretti a riceverlo in numero di 40 copie (?) e questa è la maggiore mortificazione per un soggetto che si professa giornalista. Pensi a pagare i debiti che ha contratto con tanta gente la cui onorabilità ha sistematicamente infangato.
Nell’antica Roma esisteva la legge del Nextum che consisteva nell’incatenamento fisico del debitore inadempiente. Egli veniva esposto al pubblico ludibrio fino a quando il creditore avesse deciso di mortificarlo.
Se fosse vissuto nell’epoca romana sarebbe rimasto incatenato per tutta la vita! Pertanto Le auguro di vivere tanto per pagare tutti i debiti contratti. Con la disistima di sempre.
Pasquale Casillo
