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Home » Lettere esplosive ad aziende pugliesi, sgominato gruppo di anarchici. C’è anche il foggiano “Larry”

Lettere esplosive ad aziende pugliesi, sgominato gruppo di anarchici. C’è anche il foggiano “Larry”

Di Redazione
19 Febbraio 2019
in Cronaca
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Lettere esplosive indirizzate anche ad aziende pugliesi. Si conclude l’inchiesta durata diversi anni e che ha visto Puglia e Piemonte regioni legate da un movimento anarchico. Il lavoro degli inquirenti si è concluso con l’arresto di 6 persone, tra le quali anche due pugliesi. Per delineare un quadro completo della vicenda, bisogna fare però un passo indietro e tornare al 2015 quando la Procura di Bari monitorò il sottobosco del movimento anarchico che spediva buste esplosive alle agenzie di viaggi pugliesi che collaboravano ai rimpatri dei migranti. Tra queste anche società pugliesi. La cellula torinese, sotto l’occhio della Digos barese, è stata scoperta ed individuata nel centro sociale Asilo di via Alessandria a Torino.

Tra i sei arrestati, considerati i leader storici del centro sociale occupato da 24 anni, ci sono anche i due pugliesi: Antonio Rizzo, 34 anni, di Maglie, e Lorenzo “Larry” Salvato, 30 anni, di Foggia, entrambi residenti a Torino e ritenuti animatori del centro sociale sgomberato. Insieme a loro una vecchia conoscenza dell’anarchismo e delle questure di mezza Italia, Giuseppe De Salvatore passaporto svizzero e discendenza pugliese. Proprio dal trasferimento a Lecce di Rizzo e De Salvatore, dopo che nel marzo 2015 era stato notificato loro il divieto di dimora a Torino, parte – secondo le indagini – una lunga serie di atti intimidatori in Puglia. Tra le altre attività attribuite agli anarchici, i disordini scoppiati nel Cara di Brindisi nel 2016, quando fu appiccato un incendio. Azioni anarchiche che avveniva a due vie: i pugliesi salivano a Torino per coordinare azioni vandaliche in Piemonte.

A maggio 2016, l’Asilo occupato ha ospitato una “tre giorni” volta a definire strategie e interventi per contrastare la chiusura delle frontiere e i centri di raccolta degli immigrati. Tra gli antagonisti di mezza Europa chiamati a rapporto, c’erano anche numerosi rappresentanti della cellula leccese. Il legame tra le due regioni apparve chiaro quando tre anni fa sulle saracinesche di un ufficio postale di Torino fu scritto “Solidarietà ai compagni leccesi”. Partita l’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Gatta, si è conclusa con i 6 arresti degli anarchici che tra il 2015 e il 2016 avevano operato anche in Puglia.

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Tags: anarchiciFoggiaLeccePiemontePugliaTorino
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