“Una delle poche armi che hanno i Lavoratori per far sentire la propria voce e il proprio disagio è rimasto lo sciopero”. A dichiararlo è il coordinatore Usb, Santo Mangia.
I lavoratori del 118 della provincia di Foggia, dopo vari tentativi (dallo sciopero della fame ai vari presidi presso le sedi istituzionali) per poter far capire le proprie ragioni, e cioè che è arrivata l’ora di porre fine ad oltre 15 anni di servizio 118 partito in via sperimentale e rimasto ancora tale, hanno deciso di scioperare.
“Le motivazioni sono sempre le stesse – proseguono dal sindacato -, quelle che si trascinano da anni tra il silenzio delle istituzioni preposte che, inoltre, non hanno la bontà di ascoltare le ragioni dei lavoratori che da anni assicurano un servizio essenziale per la Cittadinanza a fronte di tanti abusi che subiscono sistematicamente dalla maggior parte delle associazioni di volontariato. La giunta regionale ha deciso di creare un’azienda (l’AREU) che dovrebbe gestire in maniera uniforme il servizio 118 su tutto il territorio regionale e su questo possiamo concordare, ma non possiamo accettare che, nel frattempo che nasca quest’azienda, le varie ASL pugliesi continuino ad indire bandi per l’affidamento della fornitura del personale (autisti-soccorritori e soccorritori) per le postazioni 118 (le chiamano gare-ponte ma tali non sono)”.
“Tra l’altro, cosa non trascurabile – precisano -, ad oggi i lavoratori delle Associazioni del 118 non sanno che tipo di possibilità hanno per poter accedere nell’AREU nel momento questa diventi operativa”.
La USB ed i Lavoratori del 118 (ma anche i c.d. “volontari”) da anni chiedono di: “Porre fine alla fase sperimentale iniziata nel 2003; di internalizzare il servizio 118, in attesa che nasca e sia operativa l’AREU, nelle società in house delle ASL pugliesi”.
“I lavoratori (ma anche i c.d. “volontari”, veri e propri lavoratori in nero) hanno diritto, a distanza di tutti questi anni, ad avere una certezza lavorativa (economica e contrattuale) che riconosca la giusta dignità per aver garantito in tutti questi anni un servizio essenziale (e di primo impatto) e non subire più il continuo ricatto di essere licenziati nel momento in cui rivendicano il sacrosanto diritto ad una giusta e regolare retribuzione. Da tempo i Lavoratori stanno chiedendo al presidente della Giunta regionale e assessore alla Salute Michele Emiliano un incontro perché non il loro non è un problema che si può delegare alla tecnostruttura dell’assessorato alla salute, ma richiede l’ impegno politico per porre fine ad anni di precarietà, incertezza, vessazioni, intimidazioni. Per questo, il 26 febbraio 2019 – conclude Mangia – saremo con i lavoratori (e con i volontari) in presidio sotto la Presidenza della giunta regionale con il fermo intento di poter, finalmente, esporre le ragioni dei lavoratori per l’internalizzazione del servizio”.
