Emergenza abitativa e case, al centro della conferenza stampa in Via della Repubblica a Foggia. La CGIL con la categoria degli inquilini Sunia e i segretari Michela De Palma, Nicola Zambetti e Maurizio Carmeno, dopo la grande attenzione mediatica data al tema dell’emergenza abitativa, ha voluto sottolineare la necessità di offrire una proposta per un cambio di passo a Foggia.
Casa come diritto
Il recente decreto di Salvini rischia di generare una guerra tra poveri, secondo la CGIL. “Chiediamo al Prefetto di Foggia di essere invitati ai tavoli dove si decidono gli sgomberi. Il Comune non può assegnare alloggi senza verificare che quella situazione di disagio sia reale, è il caso di parlare di sgomberi. C’è una non cultura sulla casa pubblica, pur di rientrare in quella platea a Foggia siamo disposti ad accontentarci di ogni cosa anche di container o baracche”, è la consapevolezza di De Palma.
“Chiediamo che il Comune apra un tavolo di confronto per lo sviluppo urbanistico e il piano casa. Chiediamo di pubblicare le graduatorie, non abbiamo contezza dei numeri”.
“Parlare di emergenza abitativa non significa solo parlare di baracche e container ed emergenza. Parlare di emergenza abitativa vuol dire parlare anche a chi è impossibilitato ad accedere ai fitti, ai mutui, dobbiamo parlare delle giovani coppie, degli anziani”.
Non si può escludere per la Sunia il sovraffollamento e l’inadeguatezza dell’alloggio. Il sindacato ha offerto una memoria dello stato dell’arte. Nel 2010 è stata pubblicata la graduatoria definitiva per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica il cui bando risaliva al 2004. Ben sei anni per l’esame di circa 3mila domande e di queste 2114 furono gli aventi diritto. Nel 2016, 12 anni dopo, il Comune di Foggia pubblicò un nuovo bando per l’assegnazione di alloggi ERP.

Gap
Cedolare secca, Imu l, agevolazioni. Da 10 anni almeno a Foggia i canoni calmierati sono fermi, simili a quelli a libero mercato. “Ad oggi a distanza di oltre due anni non è stata pubblicata neanche la graduatoria provvisoria che per legge doveva essere pubblicata entro maggio 2017. Sappiamo soltanto che sono pervenute circa 800 domande. Ma non abbiamo la graduatoria e questo è il primo gap, il primo ritardo. La graduatoria dovrebbe fornire un quadro preciso. È doveroso chiedere al Comune se è giusto assegnare alloggi di risulta. Riteniamo necessario che il Comune si doti di un regolamento, un piano casa comunale. C’è la legge che impone di dotarsi di un piano abitativo. Dobbiamo cominciare a pensare alla questione abitativa”.
Nel 2017 sono stati 698 gli sfratti, 933 le esecuzioni di cui 267 con la forza pubblica. 5mila gli alloggi sfitti, non utilizzati. 1000 le domande di contributo dell’affitto. “Riteniamo e chiediamo a gran voce che sia il caso di iniziare ad attuare delle politiche abitative. Riteniamo che il Comune si debba dotare di un piano casa oggi assente a Foggia, come in Regione. L’errore è considerare la casa come un benefit e non come un servizio. La casa è un servizio da programmare”, hanno continuato i segretari.
Legalità
Forte il tema dell’abusivismo: “Non possiamo fare finta che non esista l’abusivismo, generato spesso da una cattiva gestione dei problemi e una totale assenza sul patrimonio pubblico”, il commento.
La CGIL chiede “uno speciale avviso pubblico per determinare i reali criteri di emergenza ed incrociare i dati”. Critico Carmeno con l’amministrazione Landella. “Il mondo va avanti e intanto la nostra città rimane ferma e col fiato corto, senza logica e pianificazioni”.
