Secondo l’ISTAT nella città di Foggia vi sono oltre 5.000 alloggi sfitti, non occupati. Il Ministero degli Interni, nell’ultima pubblicazione sugli sfratti, evidenzia che nell’anno 2017 sono stati emessi dal Tribunale di Foggia 608 sfratti di cui 562 per morosità e sono state richieste 933 esecuzioni di cui 267 eseguite con l’assistenza della forza pubblica. Circa 1000 famiglie ogni anno partecipano al bando per l’integrazione del canone di locazione. Sono tutti lati della stessa medaglia e di una emergenza che ha visto, secondo il Sunia Cgil oggi in conferenza stampa, finora “l’assenza del Comune di Foggia”.
“Il Comune non ha mai costituito un “ufficio casa”. Si assegnano alloggi sempre e solo in emergenza e senza alcun avviso pubblico”, è il commento della segretaria provinciale del Sunia, la giovane Michela De Palma. L’Immediato l’ha intervistata.
Segretaria, c’è a Foggia un problema relativo ai canoni calmierati, di che si tratta?
Abbiamo a Foggia un accordo depositato per i canoni concordati, del 2005. Ma allora il mercato del fitto era totalmente diverso. Non possiamo pensare di locare alloggi con un canone concordato che si riferisce a oltre 10 anni fa, per cui i canoni agevolati sono allo stesso livello se non superiori ai canoni liberi. Dobbiamo adoperarci affinché vengano aggiornati. Ci stiamo lavorando con le altre associazioni degli inquilini e dei proprietari. Oggi il paradosso dell’emergenza abitativa è che ci sono 5mila alloggi sfitti, che i proprietari non locano o non vogliono locare, perché sono impauriti e poi c’è tutta una platea che necessita di risolvere i propri problemi abitativi.
Baracche e container, quanti foggiani di quella platea che vive in condizioni disagiate è davvero bisognosa? Quanti hanno davvero diritto ad un alloggio Erp?
Non abbiamo contezza di tutta quella situazione dei container, è una vicenda vergognosa, quelle persone sono state messe lì per emergenza, ritorna questa parola. Faccio io una domanda al Comune: voi del Comune sapete se quelle famiglie sono le stesse che hanno avuto il container 15 anni fa? Servirebbe un fascicolo per ogni famiglia, per verificare i requisiti e tutte le condizioni. Soltanto con la trasparenza e la legalità dei dati possiamo cominciare a parlare di questione abitativa.