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Home » Tentarono di uccidere “u’ lepre”, la Cassazione condanna in via definitiva due uomini del clan Sinesi

Tentarono di uccidere “u’ lepre”, la Cassazione condanna in via definitiva due uomini del clan Sinesi

Di Redazione
1 Marzo 2019
in Cronaca
0
L'agguato a Lanza; a destra, Biscotti e Spinelli

L'agguato a Lanza; a destra, Biscotti e Spinelli

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Condannati in via definitiva i due sicari che tentarono di eliminare il 65enne Vito Bruno Lanza (nel riquadro in alto a sinistra), boss foggiano detto “u’ lepre”, ritenuto tra i capi della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. I  giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna a 8 anni di reclusione per il 42enne Luigi Biscotti e ridotto da 6 anni e 2 mesi a 5 anni e 9 mesi la condanna di Ciro Spinelli, 32 anni. Sono stati riconosciuti colpevoli in via definitiva del tentato del boss, rimasto gravemente ferito il 17 ottobre del 2015 in un agguato sulla circonvallazione compiuto dai due condannati, entrambi ritenuti dagli inquirenti appartenenti ai Sinesi-Francavilla.

I due sicari furono fermati il 17 ottobre 2015 poche ore dopo l’agguato fallito, dagli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile su decreti di fermo della Dda. Vito Bruno Lanza è tra gli arrestati del 30 novembre scorso nel blitz “Decima Azione” in quanto accusato di mafia. Nell’ottobre del 2015, l’uomo scampò per miracolo alla morte. L’anziano boss era alla guida di una “city car” e percorreva la circonvallazione di Foggia in direzione di via Lucera quando alle 13.30 fu affiancato da una “Golf” con tre persone a bordo: due fecero fuoco con pistole calibro 7.65 e 38. Lanza perse il controllo del mezzo e finì fuoristrada, mentre i sicari fuggirono forse convinti di averlo ucciso. Più tardi incendiarono l’auto utilizzata per l’agguato.

Lanza fu soccorso dall’ambulanza e ricoverato in prognosi riservata agli ospedali riuniti perché alcune pistolettate lo avevano raggiunto a spalla e collo. Rimase in prognosi riservata per alcuni giorni, durante i quali la polizia piantonò la sua stanza temendo che i sicari potessero riprovarci, prima d’essere dimesso.

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Tags: FoggiamafiaVito Lanza
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