Maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, riduzione in schiavitù, circonvenzione di incapace ed abbandono di persona incapace. Con queste accuse sono stati arrestati il 53enne Emilio La Manna e la sua convivente 38enne, Tiziana Santopietro, entrambi della provincia di Foggia ma trasferiti a Cozzo in provincia di Pavia nel 2016. La coppia vive da un anno in una villa vicino alla stazione di Cozzo e sono ritenuti responsabili della segregazione in un box-ripostiglio adiacente alla loro casa del fratellastro di La Manna, un uomo di 38 anni, affetto da una leggera disabilità mentale, e della madre di quest’ultimo una donna di 78 anni. Entrambi in ospedale ricoverati con problemi di malnutrizione. I carabinieri, dopo attenta indagine, hanno fatto irruzione nella “casa degli orrori” che però, all’apparenza, sembrava non avere nulla di anomalo. Ma nel garage, ecco l’amara sorpresa. Le vittime vivevano in condizioni di schiavitù. Dormivano su due lettini di plastica da piscina con accanto contenitori di vario tipo usati come water di fortuna.
Il garage era sorvegliato da una telecamera così da permettere ai due aguzzini di tenere sempre sotto controllo la situazione. I due arrestati, disoccupati, sopravvivevano con le pensioni delle due vittime. Secondo le indagini dei carabinieri i due segregati avevano già subito percosse dai loro aguzzini ed avevano paura di subirne altre. Nel garage di soli 42 metri quadri dove erano costretti a vivere c’erano anche oggetti di scarto di La Manna e Santopietro. E poi lo stile di vita in cui la 78enne ed il 38enne affetto da una leggera disabilità mentale erano costretti era disumano. Il garage era poco illuminato e privo di aerazione e servizi igienici. Per andare in bagno le due vittime dovevano usare dei contenitori di fortuna oppure andare in giardino. E se, espletando le funzioni fisiologiche, sporcavano il terreno del cortile dovevano pulire loro stessi. Per lavarsi gli era permesso utilizzare solo la canna dell’acqua usata per innaffiare il giardino e non avevano altri vestiti se non quelli che avevano addosso. Il pasto che gli era concesso era uno solo, alla sera, e non sempre con cibi cotti. Una situazione a cui hanno messo fine i carabinieri con l’intervento dell’altro giorno. Ora tutta la casa ed il garage degli orrori di proprietà dei conviventi arrestati (solo Tiziana Santopietro risulta residente a Cozzo) è sotto sequestro, compresi tutti gli oggetti che si trovavano all’interno degli stabili. Una situazione che durava da almeno un anno. Le due vittime sono state visitate al pronto soccorso di Vigevano e poi trasferite per il ricovero a Mede. Entrambi sono malnutriti ed il 38enne ha anche un braccio rotto.
Il garage era sorvegliato da una telecamera così da permettere ai due aguzzini di tenere sempre sotto controllo la situazione. I due arrestati, disoccupati, sopravvivevano con le pensioni delle due vittime. Secondo le indagini dei carabinieri i due segregati avevano già subito percosse dai loro aguzzini ed avevano paura di subirne altre. Nel garage di soli 42 metri quadri dove erano costretti a vivere c’erano anche oggetti di scarto di La Manna e Santopietro. E poi lo stile di vita in cui la 78enne ed il 38enne affetto da una leggera disabilità mentale erano costretti era disumano. Il garage era poco illuminato e privo di aerazione e servizi igienici. Per andare in bagno le due vittime dovevano usare dei contenitori di fortuna oppure andare in giardino. E se, espletando le funzioni fisiologiche, sporcavano il terreno del cortile dovevano pulire loro stessi. Per lavarsi gli era permesso utilizzare solo la canna dell’acqua usata per innaffiare il giardino e non avevano altri vestiti se non quelli che avevano addosso. Il pasto che gli era concesso era uno solo, alla sera, e non sempre con cibi cotti. Una situazione a cui hanno messo fine i carabinieri con l’intervento dell’altro giorno. Ora tutta la casa ed il garage degli orrori di proprietà dei conviventi arrestati (solo Tiziana Santopietro risulta residente a Cozzo) è sotto sequestro, compresi tutti gli oggetti che si trovavano all’interno degli stabili. Una situazione che durava da almeno un anno. Le due vittime sono state visitate al pronto soccorso di Vigevano e poi trasferite per il ricovero a Mede. Entrambi sono malnutriti ed il 38enne ha anche un braccio rotto.

