“Dalla gente, dai dirigenti e dai candidati consiglieri di ‘sanseverodavivere’ arriva un coro di ‘no’ a votare Francesco Miglio al ballottaggio per l’elezione a sindaco di San Severo”. Non usa mezzi termini Dino Marino. Il concetto, del resto, è stato ribadito – sul palco in piazza Allegato – da Michele Santarelli e Lello Di Gioia (Psi), Luigi Presutto (San Severo Adesso), Maria Pia Calabrese, Michele Irmici e Roberto Fanelli (Pd), Mariella Romano (Marino Sindaco) e Aurelio Mannarini (Democratici Autonomi). Tutti ribadiscono la coerenza del progetto politico “sanseverodavivere”, la qualità delle proposte politiche avanzate, l’autonomia statutaria del Pd e del Psi di San Severo, l’aver respinto al mittente le offerte di “Bene Comune” e l’equidistanza dei candidati al ballottaggio. A tirare le conclusioni è Dino Marino: “Abbiamo condotto una campagna elettorale di contenuti, siamo stati corretti, abbiamo portato nella città il nostro progetto politico. Abbiamo perso e la sconfitta va riconosciuta ma non abbiamo svenduto la nostra identità di coalizione di centrosinistra. Abbiamo perso anche perché San Severo non è una città normale e nei seggi, domenica 25 maggio, c’era un clima sudamericano. So che il figlio di Cecchino Damone mi ha sfidato ad un confronto pubblico: io non accetto alcun confronto con chi, invece di preoccuparsi di elaborare programmi per il bene della città, ha a mente solo il proprio tornaconto personale. Quello di Damone e Miglio è trasformismo”.
Ripercorre tutte le tappe che hanno portato la coalizione di centrosinistra ad assumere una posizione di equidistanza dai due candidati: “Il giorno dopo il voto, ho riconosciuto la sconfitta e chiesto a Miglio un apparentamento: non ho ricevuto alcuna risposta. Qualche giorno dopo, il segretario regionale Michele Emiliano mi ha chiesto di fare un passo indietro. La mia risposta è stata: ne faccio anche dieci, conduci tu la trattativa con Bene Comune. La sua soluzione è stata un’offerta di uno o due assessorati, una proposta irricevibile perché noi non siamo interessati alle poltrone, volevamo una pari dignità politica. Per questo il coordinamento cittadino del Pd, all’unanimità ha votato per l’equidistanza dai due candidati al ballottaggio. Ci vergogniamo della scelta fatta dal Pd provinciale e regionale. Noi siamo il centrosinistra, siamo il Pd, e non abbiamo nulla a che fare con Cecchino Damone che ha ridotto la città in ginocchio. Devo dire, che, se pure animato da idee e principi diversi, Leonardo Lallo è una persona preoccupata per il benessere di San Severo: nella sua coalizione si fa politica e non trasformismo come in Bene Comune. Noi svolgeremo il nostro ruolo dall’opposizione, trasformando sanseverodavivere in un’associazione. Non ci interessano gli accordi con Damone”.
Marino ha concluso il suo intervento ribadendo la posizione di equidistanza dai due candidati al ballottaggio domenica prossima, 8 giugno.