È stato un giorno di festa ieri a Cerignola. Di passione e consapevolezza. Per la propria città, delle proprie origini. L’inaugurazione del Polo Museale Civico è stata l’occasione per riscoprire il valore del proprio patrimonio culturale, valorizzarlo e raccontarlo al pubblico dei fruitori, seminando sul terreno della civiltà contadina germi di fiducioso entusiasmo nella promozione turistica della città e dei suoi tesori. Il Museo del Grano che da domani apre ufficialmente le porte al primo piano dell’ExOpera, affacciato sul piano delle fosse granarie e avvolto dalle gallerie in omaggio ai personaggi che hanno dato lustro alla città, sarà strumento principale per la promozione turistico-culturale. È quanto hanno ribadito anche il sindaco, Antonio Giannatempo, e il consigliere comunale delegato alla cultura, Franco Conte, intervenendo alla cerimonia del taglio del nastro, alla presenza del vicepresidente e assessore regionale ai Beni Culturali, Angela Barbanente.
La scommessa della promozione turistica
“Probabilmente arriviamo con molto ritardo a valorizzare quelle che sono le nostre peculiarità, con questo museo che sorge su una parte importante non solo della nostra città, ma del Mezzogiorno d’Italia, che è il piano delle fosse -è intervenuto il sindaco-, questi 26mila metri quadri di silos interrati dove per millenni è stato conservato il grano. L’intera comunità può giocare un ruolo importante per lo sviluppo di un’economia turistica che intercetti i flussi del turismo religioso di San Giovanni Rotondo e del turismo culturale di Monte Sant’Angelo”. Una direzione, quella della promozione turistica della città, battuta con successo da un pool di giovani guide certificate dalla Regione, che già in seno alle rispettive associazioni cittadine Pro Loco, Iris e Oltre Babele, inventano itinerari di visita che conducono scolaresche e curiosi alla scoperta delle tradizioni e attrazioni del territorio. Da terravecchia e piano delle fosse granarie fino a Torre Alemanna. La scommessa si fa seria, col passaggio dal volontarismo al professionismo, dall’occasionalità alla programmazione, utilizzando gli strumenti della comunicazione e pubblicizzazione dei prodotti culturali maturi. Il Polo Museale si avvarrà di un’agenzia di comunicazione facente capo ai coniugi foggiani Dell’Anno e sarà Giustina Ruggiero a curare la comunicazione, anche attraverso il sito ufficiale www.polomusealecerignola.it.
È già pronta una mini programmazione per proporre attività alle scuole, ai visitatori e ai cittadini. L’ha annunciato in occasione del battesimo Vincenzo Guercia, tra le guide a cui la Pro Loco, che ha in gestione il Polo museale, ha affidato le visite. “Siamo sei guide autorizzate e già ci occupiamo di accompagnare i turisti nella visita del territorio –ha spiegato-. Questo museo ci offre tante opportunità. Ci preoccuperemo di rendere questo polo museale non solo un luogo di esposizione, da visitare, ma da vivere, con laboratori creativi e didattici per gli studenti e i ragazzi, legati alle tradizioni della nostra terra, alle parole e alla manualità, cercando un collegamento con le scuole”. L’impegno è a mantenere il Polo museale aperto alle visite ogni sabato (18,00-20,00) e domenica (10,00-12,00), con la disponibilità a organizzare visite guidate infrasettimanali, per gruppi (minimo 10 persone), su prenotazione (0885420036/3389061783/3296065035). Nell’immediato, sono state organizzate iniziative per domenica prossima, in occasione della giornata nazionale delle “Famiglie al Museo”.
Il rischio delle fughe di reperti
“Un momento importantissimo per il popolo di Cerignola che prende coscienza del suo passato e lo vuole preservare” è stata la serata inaugurale di ieri, nelle parole del direttore scientifico onorario del Museo, Francesco Paolo Maulucci. “Ci sono tanti modi per preservalo. Innanzitutto, tutelando i propri materiali e reperti. Non voglio fare polemica con nessuno, ma quando ho diretto la Soprintendenza Archeologica di Foggia mi sono schierato contro certe iniziative, anche ministeriali, di prendere materiali e portarli via. Quando sono arrivato a Foggia, il primo ordine è stato di andare a recuperare un po’ di materiali da Pietramontecorvino, e mi sono rifiutato. La stessa cosa l’ho fatta a Carlantino, dove c’è un gioiellino di museo. Ho catalogato i materiali, mentre i miei colleghi portavano via i materiali. Ad Alberona una mia collega, senza avere alcun mandato, ha minacciato la comunità di Alberona, lo dico in pubblico e lo dirò al Ministero, di chiudere il museo e portare via i materiali. I reperti sono rimasti lì. Abbiamo fatto un piccolo museo. Mi auguro che anche a Cerignola si arresti la fuga di materiali”. È stato direttore archeologico a Pompei scavi, realizzando il suo pallino di bambino: fare l’archeologo nella città delle rovine. E si è anche spinto oltre. Ha vissuto dentro Pompei: nottetempo, in pigiama, se ne andava a controllare i graffiti. È stato direttore di un Centro operativo dell’Archeologia della Daunia. È autore di innumerevoli studi e ricerche e della sensazionale scoperta del testamento di Giacomo Leopardi. Come è finito a Cerignola? “Ho avuto contatti con questa città 45 anni fa”, ha raccontato. Nel 1975 pubblicò un romanzo storico dal titolo “Sulla collina e di là dal fiume”, generato da una sceneggiatura da girare a Cerignola, affidatagli da un ex aiuto regista di Vittorio de Sica e da un direttore didattico di Cerignola. I lavori non andarono in porto, per sopraggiunta morte del direttore didattico. Così convertì la sceneggiatura in romanzo, senza stravolgere la legenda. “Cerignola era bandita, prostrata, vilipesa. Lo sapeva soltanto il grosso cupolone del Duomo che dominava alto sulle case distrutte”, recita l’incipit di quel suo romanzo.
Avanguardia&tradizione
Ciò che colpisce e distingue dai musei tradizionalmente intesi il gioiellino ofantino appena inaugurato, è la coesistenza di registri espositivi che mettono in comunicazione il passato con la modernità. E rendono plastica l’immagine dei nani che camminano sulle spalle dei giganti. È cara al presidente del Gal Piana del Tavoliere, Valerio Caira, la citazione cartesiana che ha ricordato a conforto dello stridente contrasto con la società attuale. “Stiamo saccheggiando le risorse del nostro territorio. Dobbiamo fare tesoro della civiltà contadina che ci ha preceduto, per programmare un futuro che sia compatibile con questo patrimonio che andiamo consumando e distruggendo. La civiltà contadina per millenni è riuscita a convivere pacificamente con la natura, noi dobbiamo imparare a fare altrettanto”. Gli ambienti del museo cerignolano compiono il tentativo di introdurre il visitatore in quel mondo antico, conservando il dialetto, la fonetica, i suoni. È stata fatta un’importante opera di recupero, chiamando a interpretare le fatiche quotidiane degli sfossatori testimoni di Cerignola, come il compianto poeta dialettale Vincenzo Di Gregorio, protagonista delle immagini animate della sala multimediale realizzata dall’Hgv Italia Srl di San Severo. “In questo Museo abbiamo voluto conservare la fonia dialettale, chiamando a testimoniare facce di Cerignola, accanto ai reperti che evocano di per sé filmati nella mente del visitatori”, ha spiegato Nicolangelo De Bellis, amministratore dell’Hgv. “Il museo, in genere, ha vissuto una cultura di deposito-esposizione. Un museo del genere ha la grande possibilità di poter utilizzare strumenti che la tecnologia ci offre e poter essere messo in rete, in un circuito sovra comunale, affinché poi le varie comunità possano raccontare il proprio vissuto. È il nostro tesoro da conservare e valorizzare”, ha aggiunto. Il riferimento è all’“esperienza immersiva” della simulazione dell’interno di una fossa granaria e al tavolo touch screen con foto che raccontano la comunità e le sue testimonianze.
Le opportunità di crescita e le attese
Una dotazione che fa del Polo Museale cerignolano, assieme al Museo archeologico che avrà sede a Torre Alemanna, un’eccellenza pugliese, come ha sottolineato a l’Immediato l’assessore Barbanente. “Abbiamo approvato una legge regionale che prevede anche il riconoscimento dei musei da parte della Regione in base a degli standard, e questo museo, che ha anche multimedialità e accessibilità per le persone con disabilità, sicuramente si candida ad essere un museo riconosciuto a livello regionale, inserito nella rete. D’altra parte Cerignola ha una storia importantissima, legata non solo alla sua tradizione agricola e bracciantile, ma anche a figure illustri. Quindi, quanto più questo museo diventerà un museo vivo e aperto, tanto più avrà opportunità da giocarsi anche rispetto ai finanziamenti comunitari e statali che sono in
programmazione”. Anche per Torre Alemanna si sta procedendo all’allestimento museale. “Senza farmi illusioni –ha confermato il sindaco a l’Immediato-, auspico che per fine novembre si possa inaugurare”. C’è da attendere, invece, per il completamento del piano di recupero delle fosse granarie, sul quale pesa l’ammanco ad opera dell’Italtecno, la ditta appaltatrice, che avrebbe incassato i fondi e non corrisposto quanto dovuto ai fornitori, secondo quanto denunciato dallo stesso De Bellis. “Abbiamo utilizzato tutti i finanziamenti disponibili in questo primo stralcio e aspettiamo la nuova rimodulazione dei fondi di Capitanata 2020 per l’altro lotto”, ha spiegato Giannatempo. C’è da attendere anche per l’attivazione dei programmi dei Sistemi ambientali e culturali regionali, ai quali Cerignola partecipa assieme ad altri comuni nell’ambito del Sac “Apulia Fluminum”, per il valore di circa 2milioni di euro. “I sac sono faticosamente arrivati alla fase dei progetti bandiera –ha riferito la Barbanente-. Noi ci aspettiamo molto anche nella fase successiva di consolidamento, perché il tema della valorizzazione del patrimonio è difficile da affrontare. Siamo bravi a costruire luoghi attraenti, ma meno bravi a farli vivere e a fare rete territoriale”.



