Carenza di targhe auto in Italia. Un caso che interessa da vicino Foggia dove è presente lo stabilimento grazie al quale il Poligrafico dello Stato produce tutte le targhe della nazione. Un vero e proprio paradosso che va a rallentare ulteriormente l’economia del Belpaese. La carenza di targhe per i nuovi veicoli sta rallentando le immatricolazioni, proprio ora che il mercato dell’auto sta tentando una faticosa ripresa.
Abbiamo contattato il sindacalista Michele Lunetta per capire in che modo la crisi si stia ripercuotendo sullo stabilimento foggiano. “Sono aumentate le ore di produzione all’interno dell’azienda – spiega a l’Immediato -. I lavoratori si sono già fatti carico di questo e nel giro di qualche settimana la situazione sarà normalizzata. Entro un mese il Poligrafico sarà in condizioni di ripristinare la normale consegna delle targhe”.
Alla base del problema ci sarebbe stato un difetto di comunicazione tra i ministeri del tesoro e quello dei trasporti. “La richiesta di commesse ci è giunta in netto ritardo, quando ormai avevamo consumato anche le scorte in magazzino. Questo ha provocato un maggiore carico di lavoro in questo inizio anno ma, come ho già detto, i lavoratori hanno già fatto la loro parte”.
Maledetta burocrazia
Quando si compra un’auto nuova, la si trova dal concessionario già immatricolata. In realtà, il processo è abbastanza complesso. Il concessionario riceve la targa da un’agenzia di pratiche auto, che a sua volta l’ha comprata dalla Motorizzazione civile. Quest’ultima ottiene le targhe direttamente dal Poligrafico di Stato, che le stampa fisicamente nello stabilimento di Foggia. In Italia, e qui sta l’anomalia, l’unico ente autorizzato a stampare le targhe auto è proprio lo Stato. L’Italia è l’unico Paese in cui la produzione delle targhe automobilistiche è monopolio dello Stato. Zero concorrenza. Per avere una coppia di targhe auto si pagano 40,60 euro, il doppio rispetto ad altri paesi dell’Unione Europa.
Ma perché a Foggia arrivi l’ordine di stampare le targhe c’è ancora un lungo percorso da fare, fatto di carte e burocrazia. A fine anno la Motorizzazione fa una richiesta al Ministero dell’Economia indicando il fabbisogno di targhe per l’anno successivo, indicando quante ne serviranno, e dove. Se poi nel corso dell’anno si registra una variazione, la Motorizzazione si affretta a scrivere al Ministero per modificare la richiesta. Una volta ricevuta la domanda della Motorizzazione, il Ministero la deve approvare e mandare l’ordine al Poligrafico, che stampa le targhe e avvia la distribuzione in tutte le province italiane. Insomma, basta una richiesta di variazione per appesantire tutto l’iter burocratico.
Filiera del noleggio
Fabrizio Ruggiero, presidente Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria, aveva lanciato l’allarme in una nota indirizzata all’Istituto Poligrafico della Zecca per stimolare una ripresa rapida e completa della produzione e distribuzione di targhe al Ministero dei Trasporti. “È una situazione paradossale che rischia di frenare un settore già penalizzato da tasse ed appesantimenti amministrativi. Sono a rischio le 60mila immatricolazioni di nuovi veicoli a noleggio previste per il primo trimestre 2015”. Per Ruggiero “non si tratta solo di superare quest’ultima emergenza ma di mettere in campo interventi risolutivi che garantiscano nel tempo adeguata disponibilità delle targhe”.
Nel frattempo la bassa produzione sta comportando riflessi negativi sull’operatività di tutta la filiera del noleggio e causando ritardi nella consegna dei veicoli con maggiori costi complessivi per sopperire alla situazione di empasse.
Il noleggio, che nel 2014 ha rappresentato il 20% del mercato nazionale con 265.000 immatricolazioni, è da inizio anno impegnato nell’organizzazione della flotta di veicoli per la prossima stagione estiva (nel 2014 quasi 5 milioni di contratti) e nella consegna di vetture per i parchi auto di 65.000 aziende e 2.500 PA.
Se non si porrà rapida e definitiva soluzione al problema, sono a rischio le circa 60.000 immatricolazioni di nuovi veicoli a noleggio previste per i primi tre mesi dell’anno, che dovrebbero aumentare a 160.000 nel primo semestre.
