“Spiace apprendere che il consigliere Sergio Clemente abbia scelto di affidare alla stampa la notizia delle sue dimissioni di capogruppo dal momento che gli organi competenti non ne sono stati minimamente informati. Non lo è stato il gruppo consiliare, che il capogruppo aveva il dovere di riunire al fine di comunicare l’intendimento che andava maturando; non lo è stata la segreteria cittadina, alla quale il consigliere avrebbe dovuto rivolgersi, se non altro per garbo istituzionale, essendo questo l’organo deputato a tali tipi di processi interni al partito”. E’ dura la presa di posizione del Partito democratico provinciale di Foggia, dopo la decisione del consigliere regionale vicino all’europarlamentare Elena Gentile.
“?Il consigliere Clemente ne è a conoscenza – spiegano -, dal momento che è alla segreteria cittadina ed al gruppo eletto che lo stesso si è rivolto per avanzare, in principio, la sua volontà di guidare i consiglieri comunali in qualità di esponente più ‘anziano’. Nel caso di Clemente non può sostenersi neanche la circostanza secondo la quale la segreteria avrebbe dovuto immaginare o percepire mutamenti in corso, avendo il consigliere sempre mancato ai tavoli ed agli incontri di partito convocati di volta in volta per fare il punto della situazione. Assenze che, in ogni caso, davano chiara l’insostenibilità del doppio ruolo per Sergio Clemente. E d’altronde ci sarà pure un motivo se lo statuto del Partito Democratico prevede l’incompatibilità del doppio incarico. Non si tratta, infatti, di una mera questione etica, rispetto alla quale pure la politica dovrebbe dare segnali forti trasformando una volta per tutte la incompatibilità in divieto, ma, come dice lo stesso Clemente, di opportunità: svolgere più ruoli contemporaneamente rischia di non permettere l’adempimento pieno ed esclusivo di un preciso mandato elettorale. Da qui il nostro invito, più volte fatto pervenire al consigliere-capogruppo di compiere una scelta. ??Oggi apprendiamo che una scelta, seppur ancora parziale, è stata compiuta”. Poi concludono: “Garbo e correttezza istituzionale, però, vogliono che il consigliere assuma a destinatari gli organi deputati a questo processo. Opportunità che siamo certi, il segretario regionale del PD, Michele Emiliano, al quale Clemente dice di essersi rivolto sbagliando, avrà certamente fatto notare al consigliere. Un partito è una comunità di persone che si autorganizzano attraverso regole e metodi precisi, riconosciuti e condivisi da chi si riconosce in quella comunità. ?Il consigliere Clemente potrà certamente rapportarsi con gli organismi deputati a breve. Il segretario cittadino Mariano Rauseo convocherà il gruppo consiliare ad horas per definirne il nuovo assetto alla luce delle dimissioni del capogruppo”.