Una missione in Ucraina per offrire i propri servizi di ortopedia ai feriti di guerra del conflitto che sta sconvolgendo quel Paese. A portarla a termine (dal 25 al 38 febbraio scorso) una delegazione della fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus composta dal direttore amministrativo, Nicola D’Andrea, dal dirigente Giacomo F. Forte in qualità di Project Manager, dal direttore sanitario de “Gli Angeli di Padre Pio”, Serena Filoni, e dall’assistente di direzione, Marco Crisetti.
“Una missione fortemente voluta – informa una nota – dalla governance della Fondazione, i Frati Minori Cappuccini della provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio con il suo Ministro Provinciale Francesco Colacelli e la fraternità tutta perché arrivi un messaggio di pace e di speranza nel segno della fratellanza tra i popoli a prescindere dalle differenze di razze, culture, religioni”.
La delegazione è stata ricevuta dall’Ambasciatore Italiano a Kiev, Fabrizio Romano, e dalla dottoressa Marazzini i quali hanno sottolineato l’importanza della missione e l’orgoglio nazionale che un ente così importante offrisse collaborazione a quel popolo dilaniato dalla guerra. Le stessa parole sono state usate in occasione della tavola rotonda organizzata dall’Agency Business Development rappresentata da Romashko Alla in collaborazione con la Camera Italia per i Balcani rappresentata dal presidente Paolo Di Lullo. Alla Tavola Rotonda hanno partecipato numerosi ed illustri personaggi del mondo accademico ed Istituzionale nonché delle strutture sanitarie pubbliche e private ucraine, associazioni di volontariato e dell’utenza. Tra loro, il Rappresentante del Ministero degli Esteri, del Ministero della Difesa, del Ministero della Salute, dell’ONU e anche alcuni feriti di guerra. Ad uno in particolare, a Nazar, ufficiale dell’esercito ucraino amputato ad una gamba, la Fondazione ha donato il periodo di riabilitazione necessario all’applicazione e all’utilizzo corretto di una protesi tecnologicamente all’avanguardia che confezionerà, gratuitamente, l’officina ortopedica partner.
“Inutile sottolineare – spiegano -, per questa occasione, l’importanza dell’esperienza già fatta dalla Fondazione sei mesi fa e per circa sette mesi con i feriti di guerra della Libia ricoverati presso il Presidio ‘Gli Angeli di Padre Pio’. Un’esperienza umana e professionale indimenticabile che ora verrà messa al servizio dei feriti di guerra ucraini in perfetto sincronismo con la mission della Fondazione e della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini. Portare carità e speranza anche lì dove le armi si sostituiscono al dialogo, l’odio prevale sull’amore, la vita umana perde il giusto valore. Ed indimenticabile ma straziante è stato per la delegazione visitare gli ospedali di Kiev, soprattutto quello militare, dove ogni giorno arrivano ragazzi dal fronte, o quello che resta di loro, nella disperazione delle madri che piangono questi figli a contatto con gli orrori della guerra: 50mila morti; un numero imprecisato di feriti e di dispersi molto più grave di quello che ci raccontano la TV e i giornali. Un conflitto bellico in piena regola le cui avvisaglie risalgano già ad un anno fa quando, durante le manifestazioni di piazza contro l’atteggiamento filo russo del ex-presidente Viktor Yanukovich centinaia di ragazzi ucraini sono stati massacrati in piazza Maidan (in foto) dai loro stessi fratelli e che oggi la cittadinanza piange deponendo fiori su sagome disegnate che nessuna pioggia potrà più cancellare. La guerra è triste, la guerra è disastro, disperazione, morte, odio”. Sentimenti misti di ammirazione, rispetto ma anche “profondo sconforto hanno provato i componenti della delegazione quando hanno cercato di consolare un giovane combattente da poco operato perché vittima di una mina proponendogli protesi e riabilitazione perché aveva perso una gamba e alcune dita della mano ma lui ha risposto che l’unico dito rimasto gli consentiva ancora di sparare e voleva presto tornare al fronte per difendere il suo popolo, la libertà”. Adesso, la Fondazione aspetterà questi ragazzi, questi figli che combattono per un ideale che si pensava appartenesse ormai solo ai nostri nonni, queste vittime di una guerra che i nostri ragazzi rivivono solo sui libri di storia ed invece eccola qui, più reale che mai, più vicina che mai, più aggressiva di sempre. “La Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus – concludono – anche in questo caso farà la sua parte, con i suoi 500 eccellenti professionisti sanitari e non, con le sue tecnologie all’avanguardia, con il cuore e con una mission stampata nel proprio DNA nel segno di San Pio da Pietrelcina e fortemente voluta dai Frati Minori Cappuccini”.