Il giallo della morte di un lavoratore straniero nei campi denunciato qualche giorno fa dalla Cgil Puglia è stato analizzato dalla terza commissione regionale (sanità). La decisione presa, dopo le audizioni delle parti interessate, è la creazione di una sottocommissione (composta di un rappresentante per ciascuno dei partiti presenti nella III commissione consiliare) per approfondire la situazione in Puglia in ordine agli STP (Stranieri temporaneamente presenti) ed ENI (Europei non iscritti) e verificare la eventuale necessità di integrare la L.R. n. 32/2009 “ Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia”.
Ad essere ascoltati ieri a Bari Laura Moffa, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti e Vito Procacci, direttore della struttura complessa dell’Emergenza-urgenza della stessa azienda. Il caso analizzato è quello del presunto decesso di un bracciante originario del Mali nelle campagne del Foggiano nello scorso agosto. Dalla tracciabilità degli atti è emerso che l’interessato ha avuto un accesso nel Pronto soccorso degli “OO.RR.” a seguito di un problema internistico (stipsi insistente), cui ha fatto seguito il ricovero presso il reparto di Gastroenterologia. Le dimissioni del paziente (residente nel ghetto di Rignano Garganico) hanno avuto luogo il 28 agosto. Nei giorni immediatamente successivi lo stesso è scomparso. Non sono stati ancora appurati con certezza i motivi della scomparsa. Secondo la Flai CGIL il cittadino del Mali sarebbe crollato in un cassone di pomodori, dopo averne riempito diversi altri, sotto un sole rovente, lavorando per 12 ore a una temperatura di circa 35 gradi. Sempre la Flai CGIL avrebbe ventilato la possibilità che il cadavere possa essere stato occultato dai caporali con l’intento di insabbiare l’accaduto. “Oltre agli STP ed ENI – ha detto il presidente della III commissione, Giuseppe Romano – occorre valutare anche la situazione dei clandestini che necessitano di prestazioni sanitarie, alla luce di quello che sta succedendo”. Di qui la proposta della istituzione della sottocommissione che dovrà audire la sanità e i servizi sociali regionali, oltre che i direttori di presidi ospedalieri, al fine della acquisizione di dati aggiornati e per verificare la eventuale modifica della L.R. n. 32/2009 (che ha ricevuto il riconoscimento comunitario), con riferimento in particolare all’art. 10 (prestazioni sanitarie). La III commissione ha fatto propria un’altra proposta del Presidente Romano: audire il capo di gabinetto della Presidenza della Giunta regionale al fine di riprendere una serie di regolamenti regionali che risalgono ai 60 giorni precedenti le ultime elezioni regionali (di ordinaria amministrazione) rimasti in sospeso. L’obiettivo è quello di rivisitarli e riadottarli velocemente per consentirne l’entrata in vigore.
