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Home » Il caso mensa scolastica dietro la mossa di Pezzano&co. Il sindaco: “Abituato a chi fa tutto su facebook”

Il caso mensa scolastica dietro la mossa di Pezzano&co. Il sindaco: “Abituato a chi fa tutto su facebook”

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Politica
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Rogne in casa Metta. Si sdoppia la maggioranza del governo cittadino a Cerignola. Cinque su quindici consiglieri si affrancano dal gruppo unico e a poco più di quattro mesi dall’insediamento del Consiglio comunale nasce “Capitanata Democratica”, come annuncia oggi una nota ufficiale diffusa via social. In disaccordo con l’operato amministrativo Teresa Lapiccirella, nelle vesti di capogruppo, Pasquale Frisani, Antonio Bonavita, Samuele Cioffi e Rino Pezzano (già dimessosi da capogruppo della maggioranza unita) prendono le distanze. Scopo del nuovo gruppo consiliare è “raddrizzare il cammino, rispetto a questi primi sei mesi di governo dell’amministrazione Metta, nonché guidare l’azione politica rendendola più in sintonia con il programma presentato in campagna elettorale”, scrivono nella nota.

Uno smarcamento netto, rispetto all’andamento della macchina amministrativa, già nell’aria. Anticipato dalle posizioni assunte prima sulla scelta di Delvino al comando della polizia municipale e sul linguaggio e stile irriverente del primo cittadino, poi sui ritardi nella partecipazione ai bandi e in ultimo in tema di salute e ambiente, dall’assenza alla conferenza di servizi regionale (per poi ricorrere al Tar) alla contestata gestione del servizio della mensa scolastica, che dal suo avvio ha innescato reazioni di protesta dei genitori.

Il caso Ladisa

Pinuccio
Pinuccio

Una patata bollente per il governo, tacciato di incoerenza rispetto agli allarmi lanciati dai palchi dall’allora consigliere di opposizione, amplificati in clima di campagna elettorale. Nei panni da sindaco, Franco Metta ha riaffidato il servizio alla ditta di ristorazione barese, la Ladisa, che lui per primo aveva additato come inopportuno insediamento in zona industriale, dove confeziona pasti a pochi metri dall’impianto di trattamento di rifiuti sanitari. Contraddizioni che hanno fornito materiale all’inviato di “Striscia la notizia”, “Pinuccio”, per il suo servizio andato in onda mercoledì scorso e che ne fanno un caso politico dentro e fuori la maggioranza. In mattinata il centrosinistra ha protocollato la richiesta di autoconvocazione del Consiglio comunale sulla mensa scolastica, per affrontare le “troppe versioni discordanti tra l’azienda e l’amministrazione sulla gestione del servizio stesso”, i dubbi riguardo al bando di gara che sarà, e “la collocazione delle cucine in zona diversa dalla zona industriale”, si legge nella nota a firma del segretario piddino Tommaso Sgarro.

Lunedì prossimo anche il neonato gruppo di maggioranza presenterà la richiesta al presidente del Consiglio comunale. “È opportuno che la massima assise cittadina si esprima rispetto a una questione che ha oramai suscitato clamore nazionale”, commenta Pezzano a l’Immediato. “Il motivo che ha cementato il gruppo”, confessa, è stato propio il caso della mensa scolastica, “il fatto di essere preoccupati rispetto all’incoerenza riguardo agli argomenti e temi della campagna elettorale”. “Auspichiamo che si apra una riflessione rispetto ai primi sei mesi di amministrazione –continua il fondatore di Cerignola democratica- e si riprenda il discorso  delineato negli anni che hanno precedeto il successo elettorale, che per quanto ci riguarda è stato offuscato da qualche provvedimento non proprio in sintonia, e, in alcuni casi, esattamente in contraddizione”.

Rino Pezzano
Rino Pezzano

L’aspirazione al cambiamento sembra scontrarsi con la teoria dei corsi e ricorsi storici. Come Giannatempo, anche a Metta tocca fare i conti con le prime divisioni interne. “Il presupposto è che facciamo parte tutti della maggioranza, ma quella che il sindaco pensava potesse essere un’intuizione, stare tutti insieme nel gruppo unico, non è una strada praticabile –precisa Pezzano-. Dobbiamo dare la possibilità a tutti di dire la propria, poi si cerca di fare sintesi. Noi, per esempio, su Ladisa, non abbiamo deciso niente. Può succedere che le cose approvate in giunta quando non si ha rappresentanza arrivino in Consiglio come per la prima volta”. Neanche l’assessore Pia Zamparese, pur eletta nella lista di Cerignola democratica, è un riferimento in giunta per Pezzano&co., ma sulla poltrona il neonato gruppo consiliare rivela qualche indecisione, se per Pezzano “l’unica richiesta è che venga amministrata bene la città di Cerignola” (“non ci mettiamo insieme per chiedere l’assessorato”), il capogruppo non la pensa alla stessa maniera. “Non escludiamo assolutamente di chiedere una rappresentanza in giunta, proprio per poter portare avanti il programma politico”, dichiara a l’Immediato Lapiccirella. Esprime totale disapprovazione per l’azione di governo, a suo dire, lontana dalle promesse elettorali. “In maniera obiettiva abbiamo valutato il percorso politico e abbiamo considerato che bisognava riprendere la via indicata dal programma elettorale. É quello il nostro faro. Siamo amministratori chiamati a mantenere le promesse elettorali, ci siamo candidati per fare questo –aggiunge-. Non siamo noi la frattura, stiamo continuando il percorso del programma politico, con un respiro più ampio”. “Capitanata Democratica” ha un orizzonte provinciale, “per affrontare, da protagonisti, le grandi sfide che vedono Cerignola fortemente interessata e capace di poter dire la sua anche a livello extra-cittadino”, si legge nella nota ufficiale.

Guai a chiamarlo dissenso. Il nuovo gruppo consiliare non rappresenta per il sindaco una minaccia, nè indebolisce la sua maggioranza. “Sono talmente convinto della bontà del lavoro amministrativo che stiamo svolgendo che francamente non vedo quali possano essere i motivi di dissenso”.  Ostenta serenità il sindaco Metta, pur rammaricto di aver appreso la notizia dalla stampa. “I consiglieri comunali sono liberi di riunirsi nel gruppo che ritengono. Avrei preferito portare avanti l’esperienza del gruppo unico. Hanno deciso così questi cinque amici consiglieri, è una loro prerogativa. La cosa non mi cambia assolutamente la realtà politica. Eravamo quindici consiglieri di maggioranza e restiamo quindici consiglieri di maggioranza. Non vedo motivo per risentirmi. Leggere sulla stampa è forse l’unico rammarico che posso esprimere. Avrei preferito una comunicazione formale, un incontro. Però un po’ ci sono abituato –la stangata a Pezzano- a chi fa tutto su facebook e non per vie istituzionali. Non capisco perchè ai diretti interessati non sia venuto in mente di fare questo passaggio preventivo”.

La novità nei banchi dell’aula Di Vittorio comporterà aggiustamenti nella composizione delle commissioni ma il sindaco scongiura l’ipotesi di una ripercussione anche in giunta.  “Se ci fosse una richiesta, la esaminerò, ma non mi pare utile discutere di un’ipotesi. Non vorrei venisse scambiata questa iniziativa –continua- per una sorta di guerra alla poltrona. Cinque consiglieri hanno ritenuto produttivo organizzarsi in un gruppo autonomo che sostiene il sindaco Metta e che fa parte a pieno titolo della maggioranza. Apprezzo il fatto che cinque consiglieri, per migliorare il loro contributo all’amministrazione della città, si siano voluti organizzare in un’altra maniera. Non ho motivo di sentirmi messo in discussione. Magari ha ragione Pezzano, il gruppo unico è troppo numeroso e non riesce per questioni logistiche a espriemrsi al meglio”. La somma fa sempre quindici e Metta non teme per la stabilità del suo governo. Poi, “messo in discussione perchè?”, la retorica del primo cittadino. “Dopo quattro mesi di amministrazione che cosa può aver cambiato opinione di Teresa Lapiccirella? Niente. Non ne vedo le ragioni politiche e oggettive”.

Tags: Caso mensaCerignolaFranco MettaLadisaPinuccioRino PezzanoTeresa Lapiccirella
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