È andato in onda ieri in seconda serata su Rai 1, il rotocalco TV7 all’interno del quale il giornalista del TG1, Alessandro Gaeta ha dedicato un focus al recente scioglimento per mafia del Comune di Mattinata. Con un servizio giornalistico incalzante, Gaeta ha parlato delle decine di vittime in provincia di Foggia negli ultimi anni e della mafia garganica, “un’organizzazione che ha poco da invidiare a Cosa Nostra”. Il giornalista – guidato dal colonnello Marco Aquilio, comandante provinciale dei carabinieri – ha fatto cenno anche a lavori e concessioni assegnati sempre ai soliti noti. Molti cittadini hanno preferito non parlare, altri sono sembrati rassegnati o impauriti. Il sindaco Michele Prencipe e il segretario del Pd, Francesco Santamaria hanno provato a difendersi negando la questione mafia e parlando più semplicemente di “una questione solo nominalistica” dimenticando anni di morti ammazzati, lupare bianche, estorsioni e contiguità evidenti, come emerso dalla relazione sullo scioglimento firmata dal prefetto di Foggia, Massimo Mariani.
Santamaria: “Mafia? Non so se è il termine giusto. Di certo c’è un problema delinquenziale forte che va combattuto ma non soffermiamoci al discorso nominalistico”. Durante il servizio si è parlato anche del parcheggio per roulotte (riconducibile a Francesco Notarangelo detto “Natale” del clan Romito) realizzato nel cuore del Parco del Gargano, della gestione del porto e di chioschetti abusivi in spiaggia. Tutte questioni più volte affrontate dalla nostra testata.
Il sindaco Prencipe ha confuso la vicenda amministrativa con le aule del tribunale: “Nella relazione si parla di pregiudizi penali troppo spesso ma in molti casi bisognerebbe aspettare le sentenze di condanna”.
Ma la situazione in paese resta grave, così come evidenziato dal ministro Minniti che per Mattinata ha stabilito un commissariamento di 18 mesi prima di tornare al voto. L’ex consigliere comunale e avvocato, Pierpaolo Fischetti ha detto perentorio al giornalista. “Servirà una compagine governativa di capitani coraggiosi per rilanciare il paese”.
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Inizieremo così : e lo chiamavano ” giornalismo di inchiesta ” ? Poichè non conosco l’ipocrisia, dirò francamente ciò che penso del servizio che ho visto. Il tam tam mediatico dei giorni scorsi, aveva accresciuto l’attesa, facendo presagire lampi e tuoni…: invece, il nulla..! Confesso, di averlo seguito attentamente, registrato e rivisto : ma, niente ! Lo ho trovato scialbo, privo di qualsiasi novità, una mera ripetizione dell’accaduto : questa testata, ripresa anche da altri giornali, ha detto nel tempo molto di più. Quello di Nemo, fu un servizio che ti lasciava l’amaro in bocca : mi chiesi, infatti, allora come fosse stato possibile che si era arrivati sino a quel punto, senza che alcuno fosse intervenuto : giusto taglio, attenzione ai particolari, anche quelli in apparenza insignificanti ( lo scooterone che passava, i due celebri mattinatesi insieme in auto…). Qui, siamo al mero racconto dell’accaduto : cose, trite e ritrite, oramai prive del senso della novità. E pensare che, mentre questa volta il gionalista camminava visibilmente guardato a vista dai carabinieri, nella puntata di Nemo, quasi incoscientemente, si erano avventurati da soli, senza accompagnamenti e senza guide a conoscenza del territorio ! Anche l’insistere nel voler intervistare il sindaco destituito, è sembrato inutile : infatti, costui, è passato dal ” non sapere di cosa si parlava ” ( prima dello scioglimento…), al ” bisogna essere garantisti ed attendere le sentenze ” ! Perchè, di mafia, sembra che a Mattinata nessuno ne voglia parlare : se ho ben visto, neanche un appartenente alle forze dell’ordine ( o, forse, neo-pensionato ), che trovato all’uscita del Comune, e bloccato dall’intervistatore, ha preferito il silenzio alla domanda di Gaeta ! Alla fine, insomma, mi è sembrata tanto la storia del muto che dice al sordo quel cieco ci sta guardando : il neo segretario cittadino del PD, che ha ” rilevato ” la gestione in rosa precedente, che parla di problemi di mera delinquenza ; il consigliere pentastellato, che è rimasto stupito nel leggere il decreto di scioglimento ministeriale ; i due pensionati in piazza, che estendono la situazione al territorio nazionale, e nulla sanno di chi lavorava e chi no…( in un paese così piccolo, dove tutti sanno tutto di tutti ? ). Come direbbe un mio amico, presunto filosofo : se lu putev sparagnà !