Il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi sta valutando se dimettersi. Il Pd consiliare col capogruppo Damiano D’Ambrosio ha aperto una fase che è stata definita “complicata e difficile”. 3 consiglieri piddini su 4 sono ormai in guerra aperta col primo cittadino, che stando a molti rumors non avrebbe più il sostegno dell’onorevole Michele Bordo e del consigliere regionale Paolo Campo. La campagna elettorale per il 2020 con Riccardi ormai alla guida del Consorzio Asi e il quadro nazionale in fibrillazione con una legislatura che quasi sicuramente durerà il meno del previsto, è già cominciata. Il sindaco potrebbe attendere la Direzione cittadina del Pd, che sarà celebrata tra martedì e mercoledì prossimo, per capire davvero il da farsi. E soprattutto per verificare se ha ancora i numeri per governare.
“Non mi risulta ci sia una posizione deliberata del partito – spiega a l’Immediato il sindaco sull’iniziativa consiliare dei dem – ma non posso dire nulla rispetto alle posizioni in campo nel partito, dobbiamo sentire cosa succede nella direzione del Pd”.
In aula giovedì sera Riccardi aveva avuto parole dure nei confronti degli eletti. “Su Gestione Tributi sono io che voglio andare fino in fondo. Il consigliere comunale non può esercitare il suo ruolo in maniera passiva. Il consigliere è uno che studia gli atti e si rende protagonista, in modo pro attivo. È vero: non possiamo consentirci una società con un aggio così alto. Questa è una storia che tiene banco da troppo tempo”.
Ma il capogruppo D’Ambrosio alla nostra testata web smentisce che il nodo della crisi riguardi solo l’affaire riscossione e le mancate entrate tributarie causate da una attività coattiva poco efficiente.
“Sono ormai troppi gli episodi su cui il consiglio non può più transigere. Non c’è la volontà da parte del sindaco ad avere una interlocuzione con noi eletti. In questi anni abbiamo fatto tutto quello che ha voluto, piegando la testa. Ma non si può andare avanti così in eterno. Siamo 13 e vogliamo essere ascoltati. Se ritiene di poter fare da solo, se lo faccia da solo il governo”.
Quali sono le questioni più spinose di contrasto? Il capogruppo è chiaro: “Ha chiuso il mercato ittico, senza spiegazioni, cambia d’imperio le decisioni assunte in consiglio. Non ha riferito della situazione di Ase dopo le dimissioni del presidente. I problemi sono tanti e la città è abbandonata a se stessa. Ne discuteremo in Direzione”.
