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Home » Il decreto Milleproroghe del Governo congela i fondi per le periferie. Bloccati 18 milioni di investimenti per Foggia

Il decreto Milleproroghe del Governo congela i fondi per le periferie. Bloccati 18 milioni di investimenti per Foggia

Di Redazione
8 Agosto 2018
in Amministrativa
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Sfumano i grandi progetti del valore di 18 milioni di euro per Foggia col congelamento dei fondi per i progetti di riqualificazione delle periferie, varati dai precedenti governi. Il bando “da periferia a periferia”, nato dalla suggestione del rammendo di Renzo Piano colta da Matteo Renzi, è slittato a data da destinarsi col governo legastellato. Il Comune di Foggia aveva firmato l’assegnazione con l’ex premier Paolo Gentiloni.

Il primo a lanciare l’allarme questa mattina è stato il capogruppo Pd Augusto Marasco.

“Il governo Conte-Salvini-Di Maio e la maggioranza giallo-verde sospendono l’erogazione dei fondi per la riqualificazione delle periferie e a Palazzo di Città tutto tace- ha osservato l’architetto ed ex sindaco di Foggia- La decisione è contenuta nel decreto Milleproroghe che ha sospeso fino al 2020 l’efficacia delle convenzioni tra Stato e Comuni per la realizzazione dei progetti finanziati dai governi Renzi-Gentiloni. Un fondo complessivo di 2 miliardi di euro destinati migliorare la qualità della vita, dei servizi e degli ambienti urbani. A Foggia sono stati destinati 18 milioni di euro a cui si aggiungere 10 milioni di euro di investimenti privati. Il progetto del Comune non è stato ammesso alla prima tranche di finanziamento ed è stato ripescato quando il governo Gentiloni ha deciso di incrementare la dotazione del fondo. E così, il 22 maggio dello scorso anno, il sindaco Landella ha potuto comunicare alla città “una notizia estremamente positiva per Foggia”.

“Chissà perché oggi non ha comunicato una notizia estremamente negativa per Foggia- si chiede Marasco- quel progetto chissà quando si realizzerà. E chissà quando si realizzeranno gli investimenti programmati dai privati che avrebbero generato occupazione e indotto, magari in settori economici diversi e innovativi rispetto a quelli tradizionali. I quartieri periferici di Foggia, e quelli di altre cento città italiane, sono stati sacrificati sull’altare delle coperture finanziarie alle promesse elettorali: voletela flat tax? non potete avere i soldi per Candelaro e Cep! volete il reddito di cittadinanza? non potete avere strutture e servizi sociali e culturali nelle aree marginali! E il sindaco Landella tace. E i leghisti tacciono. E i nuovi e vecchi consiglieri che partecipano alla maggioranza tacciono. Con le elezioni che si avvicinano meglio evitare le brutte notizie e mascherare i fallimenti con la propaganda e le invettive”.

Ma il sindaco Landella a stretto giro ha inviato una sua dichiarazione. Quei fondi avrebbero potuto essere la parte corposa della campagna elettorale per il 2019 di ogni candidato sindaco.

“Il congelamento, sino al 2020, dell’erogazione dei fondi destinati alla riqualificazione delle periferie dei Comuni capoluogo italiani, contenuta nel “Decreto Milleproroghe” approvato dal Senato della Repubblica, è una decisione sbagliata ed incomprensibile. Attorno al programma costruito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del quale la città di Foggia è stata destinataria di un finanziamento pubblico pari a 18 milioni di euro, cui si aggiungono 10 milioni di risorse economiche private, l’Amministrazione comunale ha immaginato e progettato una stagione importante di rinascita urbanistica e della qualità della vita della nostra comunità. Un lavoro rilevante, sotto il profilo degli obiettivi da cogliere e delle attività progettuali messe in campo. “Imbalsamare un così cospicuo investimento pubblico è un errore strategico decisamente grave, perché impedisce il dispiegarsi di conseguenze virtuose rispetto al processo generale- dichiara il sindaco- In altri termini blocca sul nascere l’effetto moltiplicatore derivante dall’indotto che lavori pubblici di questa entità e di questa importanza attiverebbero in termini economici ed occupazionali. Senza considerare, ovviamente, la finalità di contrasto al degrado sociale collegata alla riqualificazione urbana delle nostre periferie.  Il tema, com’è appena evidente, è troppo delicato per essere oggetto della consueta strumentalizzazione politica, alla quale non intendo prestarmi in alcun modo. Non foss’altro perché quel congelamento danneggia tutti i capoluoghi di provincia ammessi a finanziamento, senza fare distinzione circa l’appartenenza politica dei loro amministratori. La questione, dunque, è più vasta e più importante del gioco al “chi danneggia chi”.

I sindaci intendono dar battaglia. “Il “Decreto Milleproroghe” giungerà, dopo la pausa estiva, all’esame della Camera dei Deputati. Ed è in quella sede che come ANCI chiederemo in modo fermo e deciso una correzione di rotta. Da questo punto di vista il Comune di Foggia è impegnato in prima linea, accanto al presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Antonio Decaro, nel verificare la strada migliore da percorrere, in caso di conferma del provvedimento, al fine di salvaguardare comunque quelle risorse economiche già stanziate attraverso la stipula delle relative Convenzioni tra Stato e Comuni, peraltro sottoscritte sulla base delle progettualità esecutive e non soltanto delle idee di ordine generale. Con il primo cittadino di Bari, infatti, sono personalmente in contatto già da ieri, valutando anche l’opportunità di promuovere un ricorso di carattere amministrativo finalizzato a difendere la validità delle Convenzioni.  In questa partita la posta in gioco è un pezzo del futuro di Foggia, argomento di gran lunga più serio delle piccole beghe propagandistico-elettorali. Un orizzonte che chiama tutti all’unità istituzionale rispetto alla difesa degli interessi della nostra città”.

 

Tags: Ancidecreto milleproroghe
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