“Abbiamo sgominato un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga aggravato dal metodo mafioso. Abbiamo scardinato una organizzazione che gestiva un mercato molto fiorente. Da sempre a Trinitapoli lo scopo dei clan è spartirsi il territorio e lo spaccio. L’organizzazione smantellata si è riorganizzata velocemente allo scopo di rilanciarsi nel business e guadagnare sempre di più”. Con queste parole, il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, Nicola Lorenzon ha commentato l’operazione “Turn Over” messa a segno all’alba di oggi a Trinitapoli, dove i militari hanno arrestato 12 persone, 8 in carcere, 4 ai domiciliari. In manette personaggi ritenuti appartenenti al clan Miccoli-De Rosa-Buonarota, da almeno due decenni in guerra con il gruppo criminale Gallone-Carbone e con la batteria di San Ferdinando di Puglia, Valerio-Visaggio.

Il blitz di oggi ha messo in risalto la figura dei fratelli Michele e Nicola Buonarota, 44 e 42 anni, nuovi capi del sodalizio dopo l’uccisione del boss Pietro De Rosa, trucidato il 20 gennaio 2019, capaci di controllare i traffici e spartirsi i proventi attraverso l’utilizzo di numerosi pusher. Base operativa dell’organizzazione, il quartiere delle “case maledette”.
Sempre l’anno scorso, il giorno delle Palme, venne ammazzato Cosimo Damiano Carbone, tra i capi del clan rivale, mentre poche settimane fa, killer ignoti hanno eliminato Giuseppe Lafranceschina, cugino del boss Giuseppe Gallone.

Uno spietato botta e risposta, probabilmente dovuto al controllo della droga, che non è passato inosservato ai carabinieri; i militari hanno infatti già arrestato il presunto autore dell’omicidio di Carbone, il 33enne Alberto Campanella, coinvolto anche in “Turn Over”. Le indagini proseguono per identificare mandanti e sicari degli altri agguati mafiosi.
