Il virus dilaga fra i più piccoli. È il dato preoccupante che emerge dall’analisi dei dati consolidati sui contagi registrati la settimana scorsa. Stando a questa analisi – riportata da La Repubblica -, su base regionale c’è stato un incremento del 24 per cento dei casi rispetto alla settimana precedente. Incremento che è particolarmente evidente nelle province di Foggia e Bari, dove l’aumento dei casi rispetto ai sette giorni precedenti è superiore al 30 per cento.
Ma dall’analisi emerge soprattutto un marcato aumento dei casi registrati fra i più piccoli, ovvero nella fascia dai 6 ai 10 anni di età, dove si registra un incremento del 37 per cento rispetto alla settimana precedente. Al contrario, l’aumento minore dei contagi si è avuto fra gli anziani: un sette per cento in più fra gli over 80 e il nove per cento in più nei pugliesi fra 65 e 79 anni di età.
Con tutta probabilità questo cambiamento nella diffusione del virus per tassi di età può essere ricollegato al fatto che la variante inglese stia diventando prevalente anche in Puglia. Se così fosse si confermerebbe il maggior potere infettante di questa variante. Che però, va detto, non si associa a una patologia più grave.
Ora il nuovo Dpcm firmato dal governo e che entrerà in vigore da sabato prossimo stabilisce un criterio più preciso in merito alla possibilità di tenere aperte o chiuse le scuole: istituti chiusi in zona rossa e nelle altre zone con 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Al momento in nessuna delle province si tocca quell’incidenza indicata dal governo. La scorsa settimana in Puglia c’era un’incidenza di 168 casi ogni 100mila, mentre la provincia di Bari viaggiava sui 235 casi. È probabile che il capoluogo di regione e Foggia tocchino i 250 entro la settimana.
Ma il governo affida comunque ai governatori il compito di decidere con ordinanze cosa fare. Impostazione che – ricorda La Repubblica – non piace al presidente della Regione, Michele Emiliano. Intanto procede il percorso per arrivare a un accordo che inserisca anche i medici di medicina generale nella campagna vaccinale. L’ultimo incontro con la Regione è servito per chiarire alcuni aspetti remunerativi, organizzativi e logistici.
I medici si sono dichiarati pronti a vaccinare tutti i soggetti definiti dal piano vaccini “estremamente vulnerabili” indipendentemente dall’età (pazienti con sindrome di Down, cardiopatici, dializzati, oncologici e altri) e tutti gli anziani a domicilio. È possibile che almeno nelle prime fasi i medici useranno soltanto il vaccino Moderna. La Regione dovrebbe riconvocare i medici per venerdì mattina. Se tutto va bene si dovrebbe chiudere entro lunedì, massimo martedì, per partire il 15 marzo.
