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Home » Lotta al narcotraffico e primi pentiti. Lorenzon: “È l’esito di un’incessante e risoluta pressione investigativa”

Lotta al narcotraffico e primi pentiti. Lorenzon: “È l’esito di un’incessante e risoluta pressione investigativa”

Di Redazione
7 Giugno 2022
in Cronaca, Immediato TV
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ciao ciao: "" -

208 anni dell’Arma dei Carabinieri. Oggi cerimonia nel Comando provinciale di via Guglielmi a Foggia. Questo il discorso del comandante Nicola Lorenzon: “Autorità religiose, civili e militari, gentili ospiti, questa è davvero una bella giornata per i carabinieri, tornati a festeggiare l’annuale di fondazione tra la gente: la vostra presenza ci onora, ci incoraggia, ci gratifica. Grazie agli appartenenti all’Associazione Nazionale Carabinieri, qui numerosi, per averci consegnato un’Istituzione efficiente e degna di tanta considerazione. Saluto i componenti qui presenti della Rappresentanza Militare, sempre sensibili e fortemente collaborativi nel garantire il benessere dei nostri militari e delle loro famiglie.

Prima di tutto, rivolgo un reverente e commosso omaggio ai Carabinieri Caduti in Italia e all’estero, il cui esempio e ricordo deve costituire sprone e guida nel nostro agire quotidiano. Alla famiglia del Luogotenente Vincenzo Carlo Di Gennaro e alle famiglie di tutti i Caduti, che con dignità e coraggio vivono quotidianamente il dolore del lutto, il nostro ideale abbraccio. Alcuni giorni fa, nella Stazione Carabinieri di Biccari, abbiamo inaugurato un monumento ai Caduti di Nassiriya – ha ricordato Lorenzon -; quella caserma, poiché è ora sede anche della Stazione Carabinieri Forestale, è il simbolo plastico della nostra Istituzione, ancorata ai valori ispiratori dei nostri Eroi ma già proiettata alla tutela della sicurezza dei cittadini del futuro, con una spiccata attenzione ai temi ecologici.

E l’unificazione di Carabinieri e Forestali, che da sempre hanno operato fianco a fianco fino ai più piccoli agglomerati, conferma e avvalora il DNA dell’Arma, che è radicata sul territorio e alle sue comunità, anche nelle aree meno densamente popolate. Le 55 Stazioni Carabinieri in provincia, sommando capacità operative e umana sensibilità, svolgono un’insostituibile funzione di rassicurazione sociale, accanto ai Sindaci, punti di riferimento altrettanto preziosi per i cittadini. I 27 presidi dei Carabinieri Forestali, dalla Foresta Umbra all’Appennino, esprimono la “prossimità ambientale” dell’Arma, la cui eccellenza è riconosciuta anche dalla comunità internazionale. Con il valore della prossimità, convive nell’Arma quel dinamismo operativo dimostrato, ad esempio, nel giorno della fuga di numerosi detenuti dal carcere di Foggia e nei mesi successivi fino alla cattura dell’ultimo evaso, per cui oggi pomeriggio a Napoli sarà consegnato al Comando Provinciale un encomio collettivo per la corale e meritoria attività svolta da tutti i reparti coinvolti.

È un dinamismo anche istituzionale, che si riverbera nell’attenzione qui rivolta dal nostro Comando Generale, che ha istituito il Nucleo Anticrimine del ROS, a cui si deve la recente operazione antimafia “Omnia Nostra”, ha costituito lo Squadrone Carabinieri “Cacciatori di Puglia”, giornalmente impegnato sulle aree impervie, ha rinforzato la componente del Nucleo Investigativo dedita all’aggressione dei patrimoni illeciti.

E in quei comuni dove maggiori sono le esigenze, sono tuttora distaccate Squadre delle Compagnie di Intervento Operativo, provenienti da altre Regioni, per svolgere servizi straordinari, in aggiunta a quelli dell’Arma territoriale. Nessuna caserma è stata chiusa durante il periodo pandemico, nemmeno un giorno, nemmeno nei mesi più difficili, nemmeno i Comandi più piccoli. È frutto di impegno, sia organizzativo sia sul campo, di tutte le componenti del Comando Provinciale, che hanno affrontato con spirito di sacrificio e coesione questa difficile fase.

La coesione interna è la migliore espressione della nostra irrinunciabile militarità. Uno status che è anche un sentimento di appartenenza, unendo tutti i Carabinieri nella convinta adesione al servizio dei cittadini, con dedizione e responsabilità. Quella dedizione e quella responsabilità che i Comandanti devono esprimere anzitutto nell’ambito dei propri Reparti, ponendosi in ascolto dei carabinieri, senza mai rinunciare al confronto per far convergere la capacità di ciascuno verso il bene comune. Così è avvenuto durante i momenti più difficili della pandemia. Non hanno avuto sosta le indagini, né le specifiche attività di prevenzione. Negli ultimi tre anni – per citare solo alcuni ambiti operativi – non si è fermata la lotta ai furti ai bancomat con gli esplosivi, con 20 pattuglie dedicate per ciascuna delle 330 notti a maggiore rischio; e nemmeno quegli specifici controlli sulle strade statali per prevenire assalti ai portavalori; neppure ovviamente il contrasto diretto ai reati, per cui sono state arrestate più di 3 mila e 100 persone.

Questo tipo di sforzo istituzionale sfugge all’interesse mediatico, pur se volto a garantire sicurezza proprio come le più rumorose operazioni di servizio. È proprio il lavoro che non si vede alla base dei nostri migliori risultati, quello che fanno i nostri carabinieri di notte, sotto la pioggia o nei rigori dell’inverno (o come nel caldo torrido di oggi), quell’attività di dialogo e di consiglio di cui non si parlerà mai sui giornali ma che ci rende orgogliosi di essere parte integrante del tessuto cittadino. Orgogliosi anche di essere sempre dalla parte dei più deboli.

La massima attenzione prestata, ad esempio, a quei reati particolarmente odiosi perché rivolti a persone anziane indifese, di cui vengono sfruttati il bisogno di socialità e la minore prontezza, ha consentito di condurre significative operazioni contro i truffatori e di raggiungere le potenziali vittime per informarle dei pericoli e prevenirli. Anche sui soprusi tra le mura domestiche, grazie a mirati interventi legislativi, è ora possibile fare più luce. Le Stazioni sono divenute centri di ascolto delle persone in difficoltà, che lì ricevono il concreto aiuto per iniziare il percorso di liberazione dai soprusi. Nel 2021, i carabinieri della provincia hanno trattato 554 casi di ‘codice rosso’; solo in questi primi 5 mesi del 2022 sono stati superati i 320, già più della metà dell’anno precedente.

Gli investigatori dell’Arma si sono impegnati per ridare libertà di scelta agli agricoltori per la mietitura del grano, sequestrare sui campi gli animali da pascolo quando utilizzati per soggiogare il vicino, impedire lo sfruttamento seriale di manodopera straniera indigente, disarticolare organizzazioni criminali che guadagnano estorcendo denaro o smerciando droga. Tutto ciò – lo garantisco -, comprese le prime conseguenti collaborazioni di pentiti, è l’esito di un’incessante, risoluta e lodevole pressione investigativa, giudiziaria e amministrativa.

Ma sfida ancora più grande sarà illuminare i percorsi di legalità, renderli accessibili a tutti e farli considerare più semplici e più vantaggiosi. E inoltre riempire per primi quei vuoti culturali alla base di alcuni disagi sociali. L’azione repressiva non è sufficiente per dare risposte efficaci: per questo, spendiamo anche tutta la presa comunicativa dell’Arma per avvicinare i ragazzi ai moderni temi delle criticità della rete, della dignità del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, e per alimentare in loro la fiducia nelle Istituzioni. Istituzioni di cui l’Arma fa parte, con quello spirito di coesione che ne qualifica il contributo.

Nel chiudere, ringrazio pertanto del supporto, anche logistico, i vertici delle Forze Armate, saluto e ringrazio in modo particolare il Questore di Foggia,  Ferdinando Rossi, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Andrea Di Cagno, a cui mi lega un rapporto di collaborazione, di stima e affetto, e con i quali ho il privilegio di operare nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto con lungimiranza dal prefetto di Foggia, Carmine Esposito, qui rappresentato dal Vicario Salvatore Caccamo.

È l’occasione per ringraziare con deferenza il Procuratore della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro, e tutti gli Uffici e i magistrati con i quali abbiamo il privilegio di collaborare, accomunati sempre alla continua ricerca della Giustizia. A tutti i carabinieri rivolgo l’apprezzamento sincero per quanto fatto, con l’orgoglio e la consapevole responsabilità di essere il loro comandante, e ringrazio le loro famiglie, le nostre famiglie, che ogni giorno ci sostengono. Anche a nome di tutti i carabinieri, rinnovo davanti alle Autorità, ai cittadini e ai ragazzi presenti, l’impegno di continuare a servire, impegnandoci e impegnandomi per essere costantemente all’altezza delle ambiziose e condivisibili aspettative di sicurezza e giustizia dei cittadini. Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva la Provincia di Foggia! Viva l’Italia!

Tags: carabinieri Foggia
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