A Manfredonia continua a far discutere lo show di Gianni Rotice durante un appuntamento elettorale di Forza Italia. A gamba tesa la consigliera comunale di opposizione Maria Teresa Valente che sui social paragona il primo cittadino a “Mastro Lindo” dopo la scenetta con il detergente mostrato da Rotice alla platea per evidenziare la sua presunta opera di pulizia in città. Puntuali, sempre sul web, i fotomontaggi con il volto del sindaco al posto della mascotte con la testa pelata.
Valente parla di “un sindaco che non sa distinguere le esigenze di sicurezza di una festa di partito con poche centinaia di persone da una festa patronale con migliaia e migliaia di persone. Un sindaco che parla di legalità e poi liquida il gravissimo episodio avvenuto al luna park come opera di qualche balordo. Un sindaco che continua ad accusarmi falsamente di mandare veline alla stampa e sorvola sulla grave mancanza di riservatezza degli atti negli uffici comunali”.
E ancora: “Un sindaco che dimentica di essere il sindaco di tutti e sta facendo spudoratamente campagna elettorale per una parte politica. Un sindaco che si descrive come un supereroe arrivato a Manfredonia e che in pochi mesi ha cambiato in meglio la città (ma se ne è accorto solo lui). Un sindaco che fa fatica a capire che 25 euro al mese di abbonamento per il parcheggio ai residenti non è una conquista ma una sconfitta nell’ascolto della cittadinanza. Un sindaco che chiede di abbassare i toni e poi si trasforma in Mastro Lindo con tanto di spruzzino per fare ‘pulizia’. Un sindaco che probabilmente non ha ancora chiaro il suo ruolo, mentre io il mio ce l’ho chiarissimo: sono consigliera d’opposizione e nonostante i ripetuti attacchi ad personam continuerò a vigilare sull’operato di questa amministrazione, esattamente come prevede la legge, altrimenti non saremmo più in una democrazia. Un sindaco – conclude Valente – di cui tuttavia comprendo la necessità di colpire gli avversari nel (vano) tentativo di offuscarne l’immagine perché, evidentemente, si rende conto che non riesce a brillare di luce propria”.
