In Italia aumenta tutto. Materie prime, alimenti, carburante. Tutto questo preoccupa e non poco gli operatori turistici del Gargano che temono ripercussioni sulla stagione delle vacanze. Sono preoccupati anche gli armatori che gestiscono il servizio di collegamenti marittimi con le Isole Tremiti. A preoccupare è la tassa di sbarco. “Dal 2017 – dicono dalla NLA di Peschici – il Comune delle Isole Tremiti, approvando il ‘Regolamento sul contributo di sbarco’, ha deciso di sostituire la ‘tassa di sbarco’ con il ‘contributo di sbarca . Tale tributo è alternativo alla tassa di soggiorno, versato dagli ospiti che soggiornano nelle strutture ricettive. Senza entrare nel merito delle scelte che hanno portato il sindaco, proprietario di diverse strutture ricettive, a propendere per il contributo di sbarco, vogliamo chiarire che la questione non è soltanto di sostituzione di un termine con un altro, ma che tale contributo ha consentito al Comune di avere maggiori entrate, potendo aumentare l’importo di 1 euro rispetto alla vecchia tassa di sbarco.
Ci permettiamo di fare i conti in tasca al Comune di Tremiti, perché il sindaco ha dichiarato in una sua intervista che: “L’importo del biglietto, che costa in media 50 euro, copre abbondantemente alle società di navigazione il costo del viaggio di andata e ritorno”. E quindi in qualche modo egli ha deciso di fare i conti in tasca alle compagnie di navigazione, stabilendo se il costo del biglietto sia congruo o meno.
Ci chiediamo anche se, secondo il sindaco, sia congruo il costo di 25 euro a persona per il giro delle grotte o 6 euro per il transfer da un’isola a un’altra che dura tre minuti o ancora se è congruo far pagare un caffè e una bottiglietta d’acqua 5 euro?
