Nove multe salatissime per otto impianti di depurazione ispezionati nella provincia di Foggia. A denunciare l’ennesimo costo per la collettività (in termini economici ed ecologici), il sindacato Fast-Confsal, dopo il resoconto delle analisi chimiche e microbiologiche che hanno messo in luce un “notevole aumento dei problemi ambientali e un serio pericolo di contaminazione della catena alimentare”.
“Dopo la denuncia della segreteria regionale Fast-Confsal di Puglia e Basilicata sulla situazione dei depuratori di Capitanata – spiega il sindacato in una nota -, la Pura Depurazione srl, dal 1 ottobre incorporata in Aqp spa, nella persona della dottoressa Raffaella Candela ha illustrato il suo piano industriale al segretario regionale della Fast Puglia e Basilicata Vincenzo Cataneo. Ma l’incontro non ha fatto che confermare con i fatti le dichiarazioni delle scorse settimane. Nonostante nell’organigramma si parli di conduzione e manutenzione degli impianti, il profilo del conduttore è completamente scomparso. Come figure professionali restano soltanto il Capo Impianto e la Squadra di Manutenzione. I profili di Capo Impianti CTO, che svolgono mansioni da 6° livello d’inquadramento come da contratto, sono e restano nei fatti attualmente retribuiti con l’inquadramento del precedente incarico (3°/4° livello d’inquadramento), senza alcuna risposta da parte dell’Azienda”.
Stessa mancata reazione si sarebbe palesata sulla situazione dell’impianto di Biccari che, prima di Pura, era gestito da un’altra società. Nell’acquisizione avrebbero dovuto essere assunti anche i 2 operatori del Depuratore di Biccari (Fg), così come previsto dal contratto collettivo attualmente vigente (e come è avvenuto anche a Molfetta: 8 unità acquisite e rapporto di lavoro trasformato dal tempo determinato all’indeterminato). “Per questa procedura anche la vertenza legale avviata ha visto una sentenza di primo grado favorevole ai lavoratori, ma finora tutto tace – continuano dal sindacato -. Nel passaggio tra Pura e Aqp, andrebbe rimodulato anche il piano degli investimenti perché ci sia un’equa ripartizione tra le province pugliesi. Mancano ancora l’assunzione di ulteriori 46 unità per completare il fabbisogno della manutenzione e l’assunzione di 34 unità tra biologi chimici e periti chimici”.
Eppure nel 2013 Aqp aveva chiuso con un notevole utile e previsto ben 600 milioni di nuovi investimenti. D’altronde è di luglio 2014 la notizia che la stessa Regione Puglia ha anticipato ben 200 milioni di euro, che saranno rimborsati col metodo del “valore terminale” da Aqp. 200 milioni per far bere la Puglia e non far funzionare i depuratori in Capitanata, con notevoli rischi di natura ambientale sul territorio del granaio d’Europa, nonostante le risorse investite in Teleallarme e in Telecontrollo e nella connessa tecnologia Gsm, utile a segnalare le criticità causate da guasti e anomalie.
“Perciò – precisano -, preso atto degli obiettivi perseguiti dal piano degli investimenti, la Fast Confsal evidenzia la necessità di istituire un servizio di reperibilità per garantire, fuori dell’orario di lavoro, gli standard di depurazione dell’effluente previsti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale, affinché l’Azienda si faccia carico della responsabilità sociale a tutela dell’ambiente, realizzando un servizio di utilità pubblica efficiente ed efficace. Tutto ciò renderebbe giustificabile persino l’attuale aumento delle tariffe. Ma, purtroppo – concludono -, su questo e altro, l’Azienda non ha fornito risposte esaustive, rinviando il seguito ad un prossimo incontro. Quanto ancora possiamo attendere risposte certe per i cittadini e i lavoratori su un tema così cruciale per l’ambiente, l’occupazione e, soprattutto, la sicurezza?”.